Iniziano ad essere pubblicate le prime elaborazioni legate alle supplenze sul sostegno per l’anno scolastico 2026/27, il cosiddetto “bollettino zero”.
La procedura assume particolare importanza per i docenti che hanno lavorato sul sostegno nell’anno scolastico precedente e per i quali è stata richiesta la continuità didattica. Il sistema verifica infatti, prima delle normali assegnazioni da GPS, se l’aspirante possiede le condizioni necessarie per essere confermato sulla stessa sede.
Il bollettino zero viene definito anche “Nomine automatiche” ed è quindi strettamente collegato alla prima fase delle operazioni.
Negli atti degli Uffici scolastici relativi alla procedura viene infatti richiamato l’esito del bollettino zero come elemento per procedere alla successiva conferma del docente.
Che cos’è il bollettino zero
Il termine “bollettino zero” viene utilizzato per indicare l’elaborazione che precede il normale primo turno delle supplenze.
Il sistema verifica se il docente che ha espresso la disponibilità alla conferma risulta nominabile, tenendo conto della posizione nelle graduatorie, delle preferenze inserite e delle disponibilità presenti.
Non basta quindi che la famiglia abbia richiesto la conferma del docente dell’anno precedente. La continuità didattica è subordinata alla verifica delle condizioni previste dalla procedura.
La nominabilità è il passaggio decisivo
Il concetto centrale è proprio quello di nominabilità.
Il docente deve risultare destinatario di un incarico nella verifica effettuata attraverso il bollettino zero. In altre parole, il sistema deve accertare che l’aspirante avrebbe comunque avuto diritto a una supplenza sulla base della propria posizione e delle preferenze espresse.
Solo in presenza di questo requisito è possibile procedere con la conferma sul posto di sostegno dell’anno precedente, sempre che siano presenti anche le altre condizioni richieste.
La continuità, dunque, non costituisce un diritto assoluto a conservare la stessa cattedra: è una procedura specifica che si inserisce all’interno delle regole per il conferimento delle supplenze.
Cosa succede se il docente è nominabile
Quando il docente risulta nominabile e sono rispettate le ulteriori condizioni previste, la procedura consente di procedere alla conferma sulla sede dell’anno precedente.
Questo determina un effetto importante sulle successive operazioni: il posto interessato dalla conferma non viene rimesso a disposizione nel normale scorrimento delle GPS.
Un docente con un punteggio GPS più alto, quindi, non necessariamente otterrà quella specifica cattedra se su di essa è stata perfezionata la conferma prevista dalla procedura di continuità. La precedenza opera però sulla specifica sede interessata dalla continuità, non in maniera generale su tutte le disponibilità della provincia.
Prima la verifica del bollettino zero, poi le normali nomine
La sequenza delle operazioni è quindi particolarmente importante.
Prima vengono gestite le situazioni legate alla continuità didattica attraverso questa fase preliminare di nominabilità. Successivamente si procede con il primo vero turno delle supplenze GPS, nel quale vengono assegnati i posti rimasti disponibili.
Anche la disponibilità del posto è fondamentale
Perché la conferma possa concretizzarsi, non basta che il docente risulti nominabile. Deve essere ancora disponibile anche il posto sul quale è stata richiesta la continuità.
Le operazioni che precedono le supplenze possono infatti modificare il quadro delle disponibilità. Immissioni in ruolo, mobilità annuale e altri movimenti possono incidere sui posti effettivamente utilizzabili per le nomine a tempo determinato.
La conferma può quindi avvenire soltanto quando risultano soddisfatte tutte le condizioni previste.


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