Assegno di Inclusione, Ritardi nelle Ricariche di Agosto: le Auto Bloccano i Pagamenti

Non tutti i titolari dell’Assegno di Inclusione hanno trovato la lavorazione della mensilità di agosto. Dopo le operazioni partite intorno al 25 agosto, una parte dei beneficiari risulta ancora ferma e, arrivati a venerdì 28 agosto, cresce inevitabilmente la preoccupazione di chi attende la ricarica sulla Carta di Inclusione.

Le segnalazioni che arrivano dai beneficiari descrivono situazioni differenti: pratiche che non risultano lavorate, pagamenti non disposti e soprattutto risposte non sempre uniformi ricevute rivolgendosi al Contact Center INPS.

Tra queste ce n’è una particolarmente interessante. A un beneficiario sarebbe stato spiegato che il blocco dipenderebbe da un mancato riscontro dell’ACI relativamente alla verifica delle automobili possedute dai componenti del nucleo familiare. Secondo la risposta riportata dall’utente, il problema sarebbe già conosciuto e si starebbe lavorando per sbloccare i pagamenti entro la fine del mese.

Va precisato che, allo stato attuale, non risulta una comunicazione ufficiale INPS che attribuisca all’ACI la generalità dei ritardi di agosto. Si tratta quindi di una spiegazione fornita dal Contact Center ufficiale INPS a un utente e non può essere automaticamente estesa a tutte le pratiche ancora ferme. E soprattutto non può essere l’unica spiegazione che sta alla base di tutti i ritardi di agosto.

Assegno di Inclusione, perché l’auto può bloccare il pagamento

La verifica sui veicoli non è affatto estranea all’ADI. L’INPS⁠ ricorda infatti che nessun componente del nucleo deve essere intestatario, o avere la piena disponibilità, di autoveicoli con cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli superiori a 250 cc, se immatricolati per la prima volta nei 36 mesi precedenti la domanda. Sono esclusi da questo limite i mezzi per i quali è prevista un’agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità. 

Non significa, dunque, che chi possiede un’automobile non possa ricevere l’Assegno di Inclusione. Il requisito riguarda contemporaneamente cilindrata, data di prima immatricolazione e caratteristiche del veicolo. Ed è proprio qui che potrebbe entrare in gioco l’ACI. Ecco il testo della risposta INPS:

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Perché l’INPS può avere bisogno dei dati ACI

L’Automobile Club d’Italia (ACI)⁠ gestisce il Pubblico Registro Automobilistico (PRA), nel quale sono registrate le informazioni relative alla proprietà e alla situazione giuridica dei veicoli. L’ACI mette inoltre a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni forniture di dati provenienti dal PRA. 

È quindi plausibile che, nell’ambito dei controlli necessari per accertare il diritto all’ADI, debbano essere incrociate anche informazioni automobilistiche. Se il riscontro informatico non arriva o necessita di ulteriori verifiche, la lavorazione potrebbe non essere completata. Questo spiegherebbe la risposta ricevuta da alcuni utenti, ma non consente ancora di affermare che sia questa la causa di tutti i ritardi.

Ricariche ADI, agosto si chiude con l’attesa

Il punto più delicato resta il calendario. Siamo ormai al 28 agosto e per alcune famiglie la lavorazione che avrebbe dovuto portare alla ricarica non compare ancora.

Le prossime ore diventano quindi decisive per capire se l’INPS riuscirà a recuperare le posizioni rimaste indietro entro la fine di agosto oppure se alcuni pagamenti finiranno per slittare ai primi giorni di settembre.

Per chi vive dell’Assegno di Inclusione non si tratta di un semplice ritardo amministrativo: anche pochi giorni possono incidere sul pagamento di spesa, utenze e altre necessità quotidiane. Per questo sarebbe stato importante un chiarimento ufficiale che permetta di distinguere eventuali problemi legati ai controlli ACI da altre cause che possono aver impedito la lavorazione delle singole pratiche.