ATA, Arretrati Fino a 4.150 Euro ma C’è un Rischio: Cosa Succede agli Incarichi Specifici

Per il personale ATA della scuola l’attesa non riguarda più soltanto l’aumento della retribuzione. In ballo ci sono anche arretrati che, in alcuni casi, possono superare i 4.000 euro lordi. Ma prima di vedere i soldi in busta paga bisognerà aspettare ancora.

Le nuove posizioni economiche stanno infatti entrando nella fase finale, ma ci sono ancora verifiche da completare. E mentre gli uffici lavorano sulle graduatorie, nelle scuole si apre anche un altro fronte: quello degli incarichi specifici già svolti e dei compensi che alcuni ATA hanno già ricevuto.

Nuove posizioni economiche ATA, perché bisogna ancora aspettare

Il passaggio decisivo riguarda le graduatorie delle nuove posizioni economiche. Gli Ambiti territoriali devono completare le verifiche e correggere eventuali anomalie prima di procedere con le attribuzioni definitive.

È un lavoro che arriva in un periodo particolarmente intenso per gli uffici scolastici, impegnati anche nelle operazioni legate alle assegnazioni e alle immissioni in ruolo in vista del nuovo anno scolastico. Per questo, secondo quanto emerso dagli ultimi aggiornamenti, è poco probabile che le nuove posizioni economiche vengano attribuite e gli arretrati pagati prima dell’autunno.

Non c’è quindi ancora una data unica per l’accredito. Prima devono essere completate le operazioni amministrative necessarie.

Arretrati ATA fino a 4.150 euro: quanto può arrivare

La cifra è quella che interessa maggiormente il personale. Gli arretrati collegati alle nuove posizioni economiche ATA saranno liquidati in un’unica soluzione e, in base alla posizione economica riconosciuta e al periodo maturato dal lavoratore, potranno arrivare indicativamente da circa 1.450 fino a 4.150 euro lordi.

La somma effettiva non sarà uguale per tutti: dipenderà dalla posizione attribuita e dal periodo per il quale il beneficio economico deve essere riconosciuto.

Per alcuni ATA, quindi, si prospetta un accredito particolarmente consistente, oltre all’aumento della retribuzione ordinaria collegato alla nuova posizione economica.

Attenzione a non confondere queste somme con gli arretrati collegati al rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027: si tratta di due partite diverse.

Posizione economica e incarichi specifici: cosa succede ai compensi

Mentre si attende l’attribuzione delle nuove posizioni, c’è però un’altra questione che interessa direttamente gli ATA. Alcuni lavoratori hanno già svolto incarichi specifici negli anni scolastici 2024/2025 e 2025/2026 e hanno ricevuto, o devono ancora ricevere, i relativi compensi.

Il dubbio è se l’attribuzione retroattiva della nuova posizione economica possa comportare una riduzione di questi compensi, la loro sospensione oppure addirittura la richiesta di restituzione delle somme già pagate.

La questione è stata contestata dalle organizzazioni sindacali. In particolare, è stato richiamato il parere ARAN del 19 giugno 2026, secondo cui la posizione economica prevista dal CCNL ha natura esclusivamente economica e non giuridica.

In altre parole, il riconoscimento della posizione economica non significa automaticamente che il lavoratore debba svolgere mansioni ulteriori rispetto a quelle previste dal proprio profilo. Pertanto, l’indennità spettante a chi ha svolto compiti aggiuntivi non dovrebbe essere considerata incompatibile con la nuova posizione economica acquisita.

Gli incarichi specifici non possono essere cancellati automaticamente

È proprio questa distinzione a essere importante. Posizione economica e incarico specifico sono due cose diverse:

  • la prima rappresenta un beneficio economico collegato alla procedura prevista per il personale ATA;
  • il secondo riguarda invece determinati compiti o attività aggiuntive affidati al lavoratore.

Quindi, non sarebbe corretto considerare automaticamente incompatibili la nuova posizione economica e tutti gli incarichi specifici già svolti. L’eventuale assorbimento dei compensi è previsto dalla disciplina contrattuale solo in determinate situazioni e non può essere esteso indistintamente a ogni incarico.

Il problema è particolarmente delicato per chi ha già ricevuto il compenso: un eventuale recupero delle somme non dovrebbe essere deciso semplicemente sulla base dell’attribuzione retroattiva della posizione economica, ma deve essere valutato alla luce delle specifiche regole contrattuali.

Se la scuola taglia il compenso cosa devono fare gli ATA

Per il personale ATA, quindi, la questione non riguarda soltanto l’attesa degli arretrati. Nei prossimi mesi bisognerà prestare attenzione anche a eventuali riduzioni, sospensioni o richieste di restituzione dei compensi per gli incarichi specifici già svolti.

Pertanto, chi dovesse ricevere dalla scuola una comunicazione relativa al taglio del compenso o al recupero di somme già pagate dovrebbe conservare tutta la documentazione e chiedere una verifica prima di accettare la decurtazione. In caso di contestazioni, il lavoratore può rivolgersi a una sede sindacale o a un professionista per valutare la propria situazione e le eventuali forme di tutela.

La partita, dunque, resta aperta su due fronti: da una parte l’attesa delle nuove posizioni economiche e degli arretrati fino a 4.150 euro lordi, dall’altra il nodo degli incarichi specifici, sul quale le scuole dovranno evitare interpretazioni automatiche che possano penalizzare il personale.