La riforma fiscale arriva a una scadenza importante, ma la partita sul taglio delle tasse non è affatto chiusa. Il prossimo terreno di confronto sarà la Legge di Bilancio 2027, dove il Governo potrebbe provare a completare alcuni interventi rimasti fuori dalla prima attuazione della delega fiscale.
Al centro ci sono soprattutto l’IRPEF, con risparmi che potrebbero arrivare fino a 1.000 euro all’anno, e la possibile tassazione agevolata della tredicesima.
Taglio IRPEF, risparmio da 100 a 1.000 euro
Il primo intervento allo studio riguarda il secondo scaglione IRPEF. Il percorso è già iniziato con la riduzione delle aliquote da quattro a tre e con il successivo passaggio della seconda aliquota dal 35% al 33%.
Adesso Governo e maggioranza puntano ad allargare fino a 60.000 euro il limite di reddito interessato dal 33%, oggi fermo a 50.000 euro.
Ed è qui che diventano importanti le cifre.
Secondo le stime, il beneficio fiscale crescerebbe progressivamente: per chi dichiara tra 51.000 e 59.000 euro, il risparmio annuale potrebbe oscillare indicativamente tra 100 e 900 euro. Dai 60.000 euro in su, invece, il vantaggio massimo arriverebbe a circa 1.000 euro all’anno.
Tradotto su base mensile significa un beneficio che, nella fascia più alta, vale poco più di 80 euro al mese. Il costo complessivo dell’operazione per lo Stato viene stimato in circa 2,7 miliardi di euro.
Resta inoltre da decidere cosa fare per i redditi molto elevati: senza correttivi, infatti, il beneficio si trascinerebbe anche oltre i 200.000 euro.
Prima aliquota al 22%: oltre 200 euro di beneficio
Sul tavolo c’è anche un’alternativa potenzialmente destinata a una platea molto più larga: abbassare dal 23% al 22% la prima aliquota IRPEF, applicata ai redditi fino a 28.000 euro.
In questo caso il vantaggio massimo sarebbe di oltre 200 euro all’anno, mentre il costo per le casse pubbliche viene stimato in circa 1,5 miliardi.
La differenza è quindi sostanziale: l’estensione del 33% fino a 60.000 euro garantirebbe benefici più consistenti a una platea più ristretta, mentre il taglio della prima aliquota distribuirebbe uno sconto più contenuto tra molti più contribuenti.
Tredicesima, torna la Flat Tax
Un terzo capitolo riguarda la tredicesima mensilità. La delega fiscale prevede infatti la possibilità di applicare un’imposta sostitutiva per alleggerire la tassazione.
Una Flat Tax al 15% per i redditi fino a 15.000 euro avrebbe un costo stimato di circa 500 milioni di euro. Il presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, ha rilanciato anche l’ipotesi più ambiziosa di un’aliquota al 10%, accompagnata da una soglia reddituale più elevata.
La Manovra 2027 diventa quindi decisiva. Sul tavolo ci sono tre numeri destinati a pesare sul confronto politico: 1.000 euro di possibile risparmio massimo con l’IRPEF, oltre 200 euro con il taglio della prima aliquota e una tassazione della tredicesima che potrebbe scendere fino al 10%.




