Il Governo prepara nuove misure contro il caro carburante, ma questa volta gli interventi dovrebbero essere concentrati sulle persone con redditi più bassi. Ad annunciarlo è stata Giorgia Meloni durante il suo intervento del 4 settembre a Bari, organizzato in occasione del record di durata raggiunto dall’Esecutivo.

La presidente del Consiglio non ha ancora indicato l’importo del sostegno né le modalità con cui sarà riconosciuto. Tuttavia, nel suo discorso ha individuato chiaramente come destinatario da proteggere chi percepisce uno stipendio di 1.200 euro al mese.
Meloni annuncia interventi più mirati
Parlando delle misure adottate per contrastare l’aumento dei prezzi energetici, Meloni ha rivendicato gli interventi già effettuati dal Governo:
«Abbiamo protetto la sicurezza energetica di questa nazione: oltre 60 miliardi di euro stanziati per difendere le famiglie e le imprese dal caro energia, il bonus sociale portato a 315 euro, bollette più leggere per le imprese e un contributo chiesto da noi, da noi, non dai nostri predecessori, da noi ai grandi dell’energia. Perché quando tutti pagano non può esserci qualcuno che guadagna e basta».
La premier ha quindi ricordato il ricorso al taglio delle accise per contenere i rincari alla pompa:
«E quando si è chiuso lo Stretto di Hormuz, il petrolio è schizzato, siamo intervenuti con il taglio delle accise, con le accise mobili, che significa: tutto quello che lo Stato incassa in più torna immediatamente alla pompa per abbassare il prezzo».
Stipendi da 1.200 euro indicati come priorità
Il passaggio più importante riguarda però i prossimi provvedimenti. Meloni ha dichiarato:
«E altri provvedimenti sono in arrivo. Però vi annuncio che questa volta saranno più mirati, perché io non posso permettermi, noi non possiamo permetterci, di spendere altri soldi per consentire a chi non ne ha bisogno o a chi viene a fare la benzina dalla Francia di avere lo stesso aiuto che ha un italiano che guadagna 1.200 euro al mese».
Le parole della premier indicano una scelta precisa: abbandonare progressivamente gli sconti generalizzati sulle accise, riconosciuti indistintamente a tutti gli automobilisti, per concentrare le risorse sui lavoratori con gli stipendi più bassi.
Il riferimento ai 1.200 euro mensili rende certa la volontà di includere questa fascia nei nuovi aiuti.
Non significa, però, che sia già stata fissata ufficialmente una soglia massima a 1.200 euro. Rimangono da stabilire il parametro utilizzato, l’eventuale limite Isee, l’importo e la forma dell’intervento. Potrebbe trattarsi di un bonus diretto, di un contributo in busta paga oppure di un meccanismo collegato al reddito (ipotesi che al momento sembra avere meno chances). La certezza politica, per ora, è che gli aiuti arriveranno e saranno maggiormente indirizzati verso chi ha meno possibilità economiche. Maggiori dettagli saranno resi noti nei prossimi giorni, quando i partiti di maggioranza avranno trovato una quadra tra lavoratori dipendenti e autonomi (il dibattito è ancora aperto). Sullo sfondo pensionati e disoccupati che potrebbero non trovare spazio nelle prossime misure del Governo.




