Pensioni Minime a 850 Euro: la Maggiorazione Sociale Potrebbe Far Scattare l’Aumento

Portare le pensioni più basse fino a 800–850 euro netti mensili: è la proposta rilanciata da esponenti di Forza Italia nel confronto sulla legge di Bilancio 2027. L’obiettivo è sostenere i pensionati economicamente più fragili attraverso un intervento selettivo.

Al 4 ottobre 2026, però, l’aumento non è stato approvato. Mancano un testo normativo definitivo, le coperture finanziarie e la definizione dei beneficiari. Le dichiarazioni politiche non consentono quindi di considerare gli 850 euro un importo già garantito.

Cosa propongono Mulè, Cattaneo e Tajani

Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè (Forza Italia) propone di rafforzare la maggiorazione sociale introdotta dal governo Berlusconi con l’articolo 38 della legge 448/2001, conosciuta come “incremento al milione”.

Secondo i calcoli riferiti da Mulè e attribuiti all’INPS, occorrerebbero circa 450 milioni di euro per portare a 800 euro netti gli assegni di oltre 1,1 milioni di pensionati con redditi molto bassi. Con uno stanziamento vicino al miliardo si potrebbe arrivare a quasi 850 euro.

Anche Alessandro Cattaneo, responsabile dei Dipartimenti di Forza Italia, sostiene un intervento mirato da circa un miliardo. Il vicepremier Antonio Tajani ha indicato un percorso più graduale verso 700–800 euro. Sono richieste della componente azzurra della maggioranza, ancora da tradurre in una decisione del governo.

Perché l’aumento non riguarderebbe automaticamente tutti

Il punto tecnico è lo strumento indicato: la maggiorazione sociale, una somma aggiuntiva riconosciuta in presenza di specifici requisiti anagrafici e reddituali.

Rafforzare questo meccanismo significa intervenire sugli assegni dei beneficiari individuati dalla norma. Non significa necessariamente elevare a 850 euro il trattamento minimo INPS per tutti.

Inoltre, 850 euro rappresenterebbero l’importo complessivo da raggiungere, non una maggiorazione da aggiungere integralmente alla pensione percepita. La nuova disposizione dovrebbe stabilire soglie reddituali, condizioni di accesso e coordinamento con gli incrementi esistenti.

Gli importi già previsti nel 2026

Nel 2026 il trattamento minimo base è 611,85 euro mensili. L’incremento temporaneo dell’1,3% porta il massimo, per le pensioni interessate, a 619,80 euro. Questo intervento è distinto dalla maggiorazione sociale.

Dal gennaio 2026 è inoltre operativo un aumento strutturale di 20 euro mensili per tredici mensilità della maggiorazione sociale prevista dalla legge 448/2001. L’INPS ne ha avviato il pagamento a marzo, riconoscendo anche gli arretrati di gennaio e febbraio.

Questo incremento riguarda gli aventi diritto e non costituisce un aumento generalizzato di tutte le pensioni minime. La proposta per il 2027 richiederebbe dunque un ulteriore intervento legislativo e finanziario.