Per chi lavora nella scuola, la fase finale del Pnrr porta con sé anche alcune risorse aggiuntive per compensare il lavoro legato a progetti, rendicontazioni e nuovi adempimenti. Il decreto scuola (DECRETO-LEGGE 30 settembre 2026, n. 170) mette infatti sul tavolo diversi milioni di euro destinati al personale scolastico, con interventi che interessano soprattutto gli stipendi di dirigenti scolastici, docenti e personale ATA.
Presidi, circa 669 euro in più per la chiusura del Pnrr
La parte più immediata da quantificare riguarda i dirigenti scolastici. L’articolo 7 del decreto scuola destina complessivamente 14 milioni di euro al Fondo unico nazionale della dirigenza scolastica (Fun). Di questi:
- 9 milioni di euro servono a garantire ai dirigenti una retribuzione complessiva almeno equivalente a quella definita per l’anno scolastico 2024/2025;
- gli altri 5 milioni di euro, riferiti al solo 2026, hanno invece una finalità specifica: riconoscere e valorizzare l’impegno aggiuntivo richiesto ai dirigenti nella fase conclusiva del Pnrr, comprese le attività di rendicontazione dei progetti.
Il calcolo riportato nella documentazione del provvedimento è particolarmente interessante: considerando 7.471 dirigenti scolastici coinvolti, i 5 milioni equivalgono a circa 669 euro pro capite.
Non si tratta quindi di un aumento strutturale dello stipendio mensile, ma di una somma collegata alle attività connesse alla conclusione del Pnrr.
Per le scuole un lavoro enorme: 65.000 progetti e 5,5 miliardi
La ragione degli stanziamenti aggiuntivi particolarmente rilevanti va ricondotta al fatto che le scuole hanno dovuto occuparsi non soltanto della realizzazione delle attività, ma anche di gare, affidamenti e acquisti. Una quantità di lavoro amministrativo e organizzativo enorme che le scuole hanno dovuto sostenere negli ultimi anni.
Gli istituti scolastici hanno gestito complessivamente oltre 65.000 progetti Pnrr, per un valore complessivo di circa 5,5 miliardi di euro.
In media, ogni istituzione scolastica ha gestito circa 8,7 progetti, per un valore superiore a 650.000 euro.
Per il personale di segreteria 5 milioni per gli straordinari
Un’altra somma importante riguarda il personale ATA, in particolare il personale di segreteria impegnato nelle attività amministrative e negli adempimenti legati alla chiusura del Pnrr.
Il decreto incrementa di 5 milioni di euro per il 2026 il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, destinando le risorse a remunerare le prestazioni di lavoro straordinario svolte dal personale delle istituzioni scolastiche. Le risorse servono quindi a pagare le ore di lavoro straordinario svolte in relazione all’aumento delle scadenze e degli adempimenti amministrativi, compresi quelli necessari per portare a conclusione gli investimenti e le riforme del Pnrr.
A queste somme si aggiunge 1 milione di euro per il 2026 destinato al personale scolastico in comando presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito impegnato nel supporto alle attività conclusive del Pnrr.
Per i docenti niente aumento generalizzato
Per i docenti il quadro è diverso. Il decreto prevede la proroga e il rifinanziamento dei gruppi di lavoro che supportano le strutture ministeriali impegnate nella gestione del Pnrr. Sono coinvolti circa 70 tra docenti e assistenti amministrativi, che continueranno a svolgere attività di supporto mentre il personale delle scuole sarà sostituito con supplenti.
È inoltre prevista la prosecuzione delle équipe formative, con circa 120 tra docenti e ATA da sostituire con supplenti a tempo determinato per tutta la durata dell’incarico.
Sul fronte del docente tutor e dell’orientamento, il decreto scuola ha inoltre previsto nuove risorse per finanziare queste attività nel 2026 e nel 2027. Per il 2027, una parte delle coperture è collegata anche alle risorse derivanti dalla sospensione delle agevolazioni previste per il personale scolastico che lavora nelle zone di montagna.
Revisori dei conti, altri 2,5 milioni nel 2026 e 1,5 nel 2027
Il pacchetto di misure economiche non si ferma a presidi, docenti e ATA. L’articolo 8 del decreto scuola prevede infatti un bonus una tantum dei compensi dei revisori dei conti delle istituzioni scolastiche. A tale scopo, sul piatto ci sono 2,5 milioni di euro per il 2026 e altri 1,5 milioni per il 2027.
La relazione collegata al provvedimento stima un incremento di circa 70 euro per ciascuno dei 56.000 progetti sui quali è previsto un controllo intermedio o a saldo da parte del revisore.
In sintesi, il decreto scuola prevede una serie di interventi diversi in base alle responsabilità e alle attività svolte: a prescindere dall’importo, la fase finale del Pnrr sta generando una serie di compensi e risorse aggiuntive per il personale coinvolto.




