Trattamento Integrativo Agricoli, Pagamento INPS Più Vicino? Un Indizio Porta Verso l’Anticipo

Per i lavoratori agricoli che hanno già ricevuto la disoccupazione agricola, l’attesa per il trattamento integrativo potrebbe essere ormai agli ultimi mesi. L’indennità di disoccupazione agricola, infatti, è stata pagata tra giugno e luglio e da allora molti beneficiari aspettano il successivo accredito.

Il motivo per cui il pagamento non è ancora arrivato è legato soprattutto alle modalità con cui l’INPS eroga il trattamento integrativo agli agricoli. A differenza di quanto accade, ad esempio, con NASpI e DIS-COLL, non viene normalmente distribuito mese per mese. Per la disoccupazione agricola il riconoscimento avviene infatti in un’unica soluzione, dopo i calcoli necessari.

Con ottobre ormai iniziato, quindi, la finestra dei pagamenti si avvicina. Ma resta da capire se l’INPS confermerà il periodo seguito negli ultimi anni oppure se ci sarà spazio per un anticipo. Vediamo meglio.

Perché gli agricoli stanno ancora aspettando il trattamento integrativo

Il trattamento integrativo, conosciuto anche come ex bonus Renzi, è un credito fiscale che può essere riconosciuto anche ai percettori di alcune prestazioni di sostegno al reddito. 

Spetta qualora il reddito annuo rientri tra gli 8.500 e i 15.000 euro. Queste soglie valgono sia per i titolari di reddito da lavoro dipendente, sia per i titolari di reddito da lavoro assimilato. Come, appunto, i percettori di NASpI, DIS-COLL o disoccupazione agricola.

NASpI e DIS-COLL hanno una natura mensile e consentono quindi all’INPS di erogare il trattamento integrativo nel corso dell’anno. Invece, la disoccupazione agricola viene pagata in un’unica soluzione, di norma tra giugno e luglio.

Pertanto, chi ha ricevuto il pagamento dell’indennità agricola durante l’estate, è in attesa del trattamento integrativo ormai da 2-3 mesi. Questo tempo serve all’INPS per effettuare i calcoli necessari per stabilire se il beneficiario ha diritto al credito e in quale misura.

Quanto spetta di bonus

Il trattamento integrativo può arrivare fino a 1.200 euro all’anno, ma non significa che tutti gli agricoli riceveranno automaticamente questa cifra.

Secondo le regole fiscali richiamate dall’Agenzia delle Entrate, il beneficio pieno di 1.200 euro spetta quando il reddito complessivo non supera 15.000 euro e l’imposta lorda risulta superiore alle detrazioni da lavoro dipendente. Sopra i 15.000 euro di reddito annuo l’importo viene ricalcolato e arriva in forma parziale.

3 strade per il pagamento del trattamento integrativo agli agricoli

Per cercare di rispondere a questa domanda diamo un’occhiata al calendario degli ultimi 3 anni.

Nel 2024 e nel 2025 i pagamenti del trattamento integrativo destinato agli agricoli sono arrivati a dicembre, con accrediti concentrati rispettivamente intorno al 12 e al 13. Questa è quindi l’ipotesi che, guardando agli anni più recenti, appare più prudente: se l’INPS dovesse seguire anche nel 2026 lo schema degli ultimi due anni, il trattamento integrativo potrebbe essere accreditato a dicembre.

Tuttavia, il precedente del 2023 impedisce di escludere del tutto una partenza anticipata. Nel 2023, infatti, alcuni lavoratori agricoli ricevettero il trattamento integrativo già tra la fine di settembre e il mese di ottobre.

Pertanto, oggi si possono delineare tre scenari:

  1. Pagamento tra ottobre e novembre. È l’ipotesi di un anticipo rispetto agli ultimi due anni, possibile alla luce di quanto avvenuto nel 2023, ma al momento non annunciata ufficialmente dall’INPS.
  2. Pagamento a dicembre. È lo scenario più vicino alla prassi del 2024 e del 2025, quando gli accrediti arrivarono poco dopo la decina di dicembre.
  3. Pagamento in tempi successivi. Nel caso di verifiche o ricalcoli individuali, il pagamento potrebbe non seguire le date della lavorazione principale.

Gli agricoli quando ricevono il trattamento integrativo?

Per chi ha ricevuto la disoccupazione agricola 2026, l’attesa è quindi entrata nella fase finale dell’anno. L’indennità è stata liquidata tra giugno e luglio e, a differenza dei percettori di NASpI e DIS-COLL, gli agricoli non vedono il trattamento integrativo distribuito mensilmente insieme all’indennità. Questo spiega perché, arrivati a ottobre, il beneficio non sia ancora necessariamente comparso nei pagamenti.

Il riferimento più utile resta quello degli anni precedenti: il 2023 dimostra che un pagamento già a ottobre è possibile, mentre 2024 e 2025 indicano dicembre come finestra da tenere maggiormente in considerazione.

Per il 2026, quindi, l’avvicinarsi di ottobre rende concreto il periodo di attesa, ma non consente ancora di indicare una data certa di accredito. Chi possiede i requisiti reddituali dovrà soprattutto verificare il proprio fascicolo previdenziale quando l’INPS inizierà a disporre le nuove lavorazioni.