Bollette della Luce, Accordo Governo-UE: Chi Pagherà Meno e Come Funzionerà?

Pagare meno la luce anche quando il gas aumenta: è questo l’obiettivo dell’accordo preliminare raggiunto il 16 ottobre tra governo e Commissione europea. Il vantaggio per le famiglie dovrebbe arrivare attraverso una riduzione del prezzo dell’elettricità. Ma lo sconto non è ancora deciso e una parte del beneficio servirà a finanziare il sistema.

Per ora, quindi, nessuna riduzione è già scattata: mancano ancora il testo definitivo delle nuove regole e l’approvazione formale di Bruxelles.

Perché il gas fa aumentare la luce

In Italia una parte importante dell’elettricità viene prodotta nelle centrali che bruciano gas. Quando questo combustibile costa di più, aumenta anche il costo per produrre energia elettrica, con conseguenze sulle bollette.

Il governo vuole intervenire proprio su questo passaggio, riprendendo un sistema già utilizzato da Spagna e Portogallo.

L’idea è fissare un limite al costo del gas preso in considerazione dalle centrali per vendere l’elettricità. La differenza rispetto al prezzo effettivo del combustibile verrebbe compensata attraverso il nuovo meccanismo.

L’obiettivo indicato è un tetto intorno a 60 euro per megawattora, per almeno un anno. Importo e durata, però, devono ancora essere confermati.

Attenzione però: non significa che la bolletta avrà un massimo di 60 euro. E non è nemmeno un tetto al prezzo del gas usato in casa per riscaldarsi o cucinare.

Chi potrebbe vedere scendere la bolletta

Il beneficio più diretto è atteso per chi ha un contratto della luce a prezzo variabile, cioè collegato all’andamento del mercato (per verificare basta controllare le proprie bollette).

Se il prezzo dell’elettricità scende, anche il costo dell’energia consumata può diminuire, secondo quanto prevede il contratto.

Chi invece ha scelto un prezzo fisso continuerà normalmente a pagare quello concordato, fino alla scadenza delle condizioni economiche. Il calo del mercato non modifica automaticamente il prezzo già bloccato.

Per sapere quale contratto si possiede, ARERA indica di controllare il box dell’offerta nella seconda facciata della bolletta. 

Quanto si risparmia e chi paga

Il punto decisivo è che il meccanismo avrà un costo. Bruxelles ha stabilito che dovranno contribuire soltanto i consumatori che ne ricaveranno un beneficio. 

Il risparmio reale sarà quindi quello che resta dopo aver sottratto il contributo richiesto per finanziare l’intervento.

Un esempio, soltanto per capire: se una famiglia consuma 2.700 chilowattora l’anno e risparmia, al netto del contributo, un centesimo per chilowattora, spenderà 27 euro in meno. Con tre centesimi, il risparmio sarebbe di 81 euro annui.

Non sono cifre promesse dal governo. Oggi mancano gli elementi per calcolare lo sconto effettivo, che dipenderà dalle regole definitive, dai prezzi di mercato e dai consumi di ciascuna famiglia.