Molti dipendenti pubblici che hanno iniziato a lavorare prima del 1996 si trovano oggi a dover ricostruire la propria posizione previdenziale. Alcuni cercano vecchi cedolini, altri richiedono le Certificazioni Uniche alle Ragionerie Territoriali dello Stato, convinti che questi documenti siano indispensabili per dimostrare i contributi versati ai fini delle pensioni. Ma il sistema pensionistico statale, fino al 31 dicembre 1995, funzionava in maniera completamente diversa da quello attuale.
Pensioni: prima del 1996 i dipendenti statali non avevano una gestione previdenziale separata
La data fondamentale è il 1° gennaio 1996. Fino al 31 dicembre 1995, infatti, i dipendenti dello Stato non erano iscritti a una gestione pensionistica separata affidata a un istituto previdenziale.
Le ritenute previdenziali venivano operate direttamente sulle retribuzioni e acquisite nell’ambito del sistema finanziario statale. I trattamenti pensionistici erano gestiti dalle amministrazioni dello Stato.
Non esisteva dunque una posizione contributiva individuale organizzata secondo le modalità oggi utilizzate dall’INPS.
Questo non significa che i dipendenti statali non maturassero contributi o diritti pensionistici. Al contrario, il servizio prestato era utile ai fini della pensione, secondo la normativa allora vigente.
Il principio è confermato anche dall’articolo 8 del DPR 1092/1973, relativo al trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato.
Dal 1° gennaio 1996 cambia tutto: nasce la gestione pensioni INPDAP
La svolta arriva con la legge 8 agosto 1995, n. 335, conosciuta come riforma Dini.
L’articolo 2, comma 1, istituisce, con effetto dal 1° gennaio 1996, presso l’INPDAP una gestione separata dei trattamenti pensionistici dei dipendenti statali.
Da questa data viene introdotto un sistema di finanziamento contributivo con obblighi specifici a carico delle amministrazioni pubbliche.
Successivamente, con la soppressione dell’INPDAP, le relative funzioni sono confluite nell’INPS – Gestione Dipendenti Pubblici.
La distinzione tra i periodi precedenti e successivi al 1996 è fondamentale per comprendere perché la ricostruzione della carriera previdenziale dei dipendenti statali richieda, talvolta, verifiche particolarmente complesse.
Pensioni: Contributi mancanti prima del 1996
Un dipendente assunto nel 1985, nel 1990 oppure nel 1992 potrebbe riscontrare nell’estratto conto previdenziale INPS periodi di servizio mancanti, incompleti o non correttamente valorizzati.
Questo non significa automaticamente che quei periodi non siano utili ai fini pensionistici.
La circolare INPS n. 169 del 15 novembre 2017 chiarisce infatti che, fino al 31 dicembre 1995, le prestazioni pensionistiche dei dipendenti statali erano gestite direttamente dalle amministrazioni.
La stessa circolare richiama le particolari tutele previste per i dipendenti pubblici in materia di contribuzione e trattamento pensionistico.
È quindi indispensabile distinguere tra assenza di dati nell’estratto conto INPS e mancanza del diritto al riconoscimento del servizio.
Una posizione assicurativa incompleta deve essere verificata e, quando necessario, regolarizzata sulla base della documentazione giuridica ed economica del rapporto di lavoro.
Vecchi CUD e Certificazioni Uniche: perché non bisogna richiederli alla Ragioneria Territoriale
Un equivoco frequente riguarda le competenze delle Ragionerie Territoriali dello Stato.
Questi uffici non provvedono al rilascio delle Certificazioni Uniche dei dipendenti amministrati da NoiPA, in quanto non rivestono il ruolo di sostituto d’imposta per tali redditi.
Le certificazioni fiscali sono rese disponibili attraverso il sistema NoiPA, che consente ai dipendenti di consultare i documenti presenti nella propria area personale.
Occorre però precisare che non tutte le certificazioni relative agli anni più lontani sono necessariamente disponibili online.
Soprattutto, il CUD o la Certificazione Unica costituiscono documenti di natura fiscale e non sostituiscono la documentazione necessaria alla ricostruzione della posizione previdenziale.
Un dipendente che vuole verificare il servizio prestato nel 1992 o nel 1993, quindi, non deve necessariamente recuperare le certificazioni fiscali di quegli anni per ottenere il riconoscimento del periodo lavorativo.
Come ricostruire la posizione previdenziale e recuperare gli anni mancanti
Quando nell’estratto conto previdenziale risultano periodi mancanti, il primo interlocutore è l’amministrazione presso cui è stato prestato il servizio.
L’amministrazione datrice di lavoro dispone, o deve ricercare presso gli archivi competenti, gli elementi giuridici ed economici necessari per verificare la carriera del dipendente.
In particolare, possono essere rilevanti:
- i provvedimenti di nomina e assunzione;
- i contratti e gli atti relativi al rapporto di lavoro;
- i provvedimenti di ricostruzione della carriera;
- le informazioni sui servizi prestati e sulle eventuali interruzioni;
- i dati retributivi e previdenziali necessari alla sistemazione della posizione assicurativa.
L’INPS – Gestione Dipendenti Pubblici è invece l’ente previdenziale competente per la gestione della posizione assicurativa e la relativa valorizzazione ai fini pensionistici.
Il messaggio per i dipendenti statali è chiaro: i contributi prima del 1996 non scompaiono perché non risultano correttamente nell’estratto conto INPS.
Occorre verificare il servizio effettivamente prestato e procedere, ove necessario, alla sistemazione della posizione assicurativa.
La ricostruzione della carriera previdenziale passa attraverso l’amministrazione di appartenenza e l’INPS, non attraverso la richiesta indiscriminata di vecchie Certificazioni Uniche alle Ragionerie Territoriali dello Stato.




