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Covid19 – Chi ha diritto alle settimane di CIG residue? Ecco la risposta dell’INPS

Nel Messaggio n. 2101 del 21 maggio 2020 l’INPS ha ribadito che le 9 settimane di cassa integrazione (elevabili a 18 entro il 31...

Decreto dipartimentale 26 del 22 maggio 2020 – Costituzione tavolo permanente esami di stato 2019 2020

Decreto dipartimentale 26 del 22 maggio 2020 - Costituzione tavolo permanente esami di stato 2019 2020

INAIL – Circ. n. 22 del 20.05.2020 : Responsabilità datoriali per infezioni da Coronavirus in occasione di lavoro – chiarimentii

Con circ. n. 22 del 20.05.2020 l' INAIL fornisce chiarimenti in merito alla responsabilità del datore di lavoro per infezioni da coronavirus

Medici. Papotto: “Riconoscere centralità del personale medico e sanitario. Abolizione art.7 è una beffa”

Roma, 22 maggio 2020. Pensavamo che dopo il passaggio al Senato i tempi fossero ormai maturi perché qualcuno si accorgesse della centralità del personale medico e sanitario e sinceramente, dopo le lodi gli applausi e le melense manifestazioni di affetto, pensavamo che l’altro ramo del Parlamento lasciasse immutata la prima lettura e invece...la piccola grande beffa dell’abolizione dell’art 7, che vera novità, della legge obbligava il datore di lavoro a costituirsi parte civile ovvero a stare vicino alla VITTIMA sostenendone le proprie ragioni in merito e sostanza. Ci hanno di nuovo lasciati soli, ci troveremo soli nelle aule di tribunale a difenderci per qualcosa avvenuta mentre facevamo GLI EROI ma a quanto pare “passata la festa gabbato lo Santo”. Certo l’inasprimento delle pene, l’osservatorio sono una risposta importante ma la vera rivoluzione culturale di questa legge è stata cassata, si torna indietro ovvero si rimane fermi ad un concetto antiquato dove la vera ricchezza del sistema sanitario nazionale ovvero la PREZIOSA Risorsa Umana è considerata un semplice dipendente che come professionista è responsabile del proprio “prezioso”, dipende dai momenti vedi pandemia, operato ma lasciato solo come se fosse estraneo al sistema stesso in caso di aggressione e violenza. Siamo delusi ed amareggiati, ancora una volta una evoluzione parziale ed antiquata, dove forse la sterile logica ragionieristica ha trionfato, la nostra speranza adesso rimane il ritorno in terza lettura che ripristini questa scellerata scelta, sarebbe più importante di un applauso e di qualche euro in più in busta paga e potrebbe essere l’inizio di un cambiamento culturale dove medici e sanitari siano considerati strategici e vera ricchezza del sistema sanitario nazionale.

Terziario. Sindacati: “Decreto Rilancio e lavoro domestico. Bene regolarizzazione colf e badanti, ma estendere il riconoscimento degli ammortizzatori sociali COVID-19”

Roma, 22 maggio 2020 - Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge Rilancio le organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf, salutano con favore il provvedimento normativo che in parte coglie quanto richiesto nelle scorse settimane al Governo dalle Parti Sociali firmatarie della contrattazione nazionale di settore. Le quattro organizzazioni sindacali sottolineano che “il Governo finalmente si accorge del lavoro domestico e della grave piaga del lavoro irregolare che lo affligge con solo il 42% di lavoratori italiani e stranieri regolarmente assunti.” I sindacati ritengono che “tale misura, seppur contingentata nel tempo, possa offrire una possibilità per le lavoratrici e i lavoratori del settore domestico sprovvisti di permesso di soggiorno, di poter essere regolarizzati e dunque di uscire dalla clandestinità e da una condizione di ricattabilità oltre che di poter usufruire delle protezioni sociali e delle tutele previste dalla contrattazione collettiva” sebbene “il costo di regolarizzazione è ancora una volta ad esclusivo carico delle famiglie datrici di lavoro, già fortemente provate dall’emergenza economica in atto”.Rispetto alla tutela del reddito i sindacati stigmatizzano l’esclusione della platea dei lavoratori domestici dagli ammortizzatori sociali in deroga per causale Covid-19, in sostituzione dei quali è stato riconosciuto un bonus, sotto forma di indennità, pari a 500 € mensili a copertura dei mesi di aprile e maggio, destinata solo a chi è titolare di uno o più rapporti di lavoro, aventi una durata complessiva superiore alle 10 ore settimanali. Questo provvedimento esclude di fatto i rapporti di lavoro pari o inferiori alle 10 ore settimanali e tutte le lavoratrici conviventi per la maggior parte badanti” che, da sole, rappresentano più del 50% dell’intera platea di lavoratori regolarizzati stimati dall’Inps in 860.000 addetti.“Così come definito il provvedimento è discriminatorio rispetto a quanto previsto per gli altri lavoratori subordinati che hanno rapporto di lavoro in corso al 23 di febbraio e non va nella direzione da noi avanzata nell’Avviso Comune” dichiarano i sindacati sottolineando che “la norma taglia fuori dalla tutela del reddito più della metà delle lavoratrici e lavoratori potenzialmente aventi diritto” rimarcando anche “la disparità di trattamento tra quanto stabilito per le lavoratrici e lavoratori domestici e l’importo delle indennità finora riconosciute dal decreto Cura Italia pari 600€, peraltro confermato anche nel Decreto Rilancio”.I sindacati auspicano che, in sede di conversione in Legge del Decreto Rilancio, “venga riconosciuta la tutela del reddito a tutti i lavoratori domestici che sono stati sospesi dal lavoro per effetto della emergenza Covid-19” e rilanciano infine “sul valore della contrattazione nazionale di settore, unico vero strumento in grado di dare dignità e riconoscimento al lavoro prestato tra le mura domestiche”.  

28 anni dalla strage di Capaci: “Non c’è sviluppo, lavoro, giustizia, senza legalità”

23 maggio 2020. La Cisl ricorda oggi, 23 maggio, Giovanni Falcone, la moglie, gli agenti della scorta barbaramente uccisi 28anni fa dalla mafia. Due mesi dopo anche Paolo Borsellino ed i suoi uomini furono massacrati in un altro terribile agguato. "Ripartiamo dal senso del dovere, dall’impegno civile e morale di Falcone e Borsellino. Non c’è sviluppo, lavoro, giustizia, senza legalità" dichiara la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. E sulle pagine de "la Sicilia" scrive: "Smarrimento, rabbia, paura erano i sentimenti comuni tra le italiane e gli italiani. Ma come era già accaduto negli anni tragici del terrorismo ci fu un sentimento collettivo di rivolta delle coscienze nei confronti del ricatto mafioso". "FU un momento di grande unità del popolo italiano, di riscatto morale, di impegno civico e sociale, lo stesso sentimento che abbiamo vissuto in queste settimane di emergenza sanitaria. Ecco perché la Cisl ha aderito con convinzione all'appello di Maria Falcone di accomunare quest'anno il ricordo commosso delle vittime della strage di Capaci con la profonda gratitudine per il lavoro degli uomini e delle donne che si sono prodigati senza sosta in questi mesi per aiutare il Paese, facendo il loro dovere, raccogliendo proprio l'esempio dei giudici Falcone e Borsellino. Non è un caso dunque che quest'anno l'anniversario della strage di Capaci venga ricordato e celebrato con il titolo eloquente: 'il coraggio di ogni giorno'".  Conclude Furlan con l'esortazione a esporre  un lenzuolo bianco sui balconi per dire No alla mafia ed alla violenza, Sì alla legalità, al dovere civico, allo sviluppo del Sud.   Leggi anche:"Medici e infermieri eroi del dovere come Falcone e Borsellino", di Annamaria Furlan, 'Il Dubbio' del 22 maggio 2020"Stimolare le coscienze, pensare alla crescita sociale nel nome di Falcone", di Annamaria Furlan 'La Sicilia"    

Banche. CISL: “Bene l’autocertificazione ma serve lo scudo penale per i lavoratori”

Roma, 22 maggio 2020. “Bene l’autocertificazione sui prestiti previsti dal dl Liquidità, ma i lavoratori delle banche vanno liberati dall’incubo di incorrere in sanzioni per il loro operato. L’emendamento approvato oggi dalle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, che si limita ad escludere controlli ulteriori rispetto alla verifica formale della dichiarazione sostituiva, risolve solo in parte il problema. Quello che serve è uno scudo penale che copra tutti i lavoratori coinvolti nell’erogazione dei finanziamenti”. A dichiararlo è il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani.“Sarebbe anche opportuno che il governo avviasse un monitoraggio a livello territoriale per verificare che non si creino squilibri. In alcune parti del Paese le difficoltà nell’erogazione del credito possono far sì che imprenditori e famiglie cadano nelle mani dell’usura o della criminalità organizzata: purtroppo dalle cronache già emerge qualche segnale in questo senso. E’ arrivato il momento – propone Colombani - di rilanciare uno strumento che è stato lasciato scivolare nel dimenticatoio: gli osservatori regionali sul credito introdotti nel 2009 per combattere gli effetti della crisi finanziaria. Gli osservatori – conclude il leader dei bancari della Cisl - dovrebbero però, diversamente dal passato, aprirsi alla partecipazione della società civile, coinvolgendo sindacati, associazioni d’impresa e consumatori, per adempiere veramente ad una funzione sociale”.

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