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PRIMO MAGGIO. CGIL CISL UIL: “Il Primo Maggio non si ferma: comizio e concertone in formato tv”

Il Covid-19 non ferma il Primo Maggio e non ferma la musica. Vista l’impossibilità di tenere il consueto Concertone a San Giovanni a Roma in occasione della festa dei lavoratori, Cgil, Cisl, Uil hanno deciso, insieme alla Rai, di trasformare l’evento di piazza in un programma televisivo. Quattro ore – dalle 20 alle 24 su Rai3 – di testimonianze, racconti e musica live per rendere omaggio a tutte le lavoratrici e i lavoratori, a tutti gli italiani, che con grande senso di responsabilità... > >

Nota 10588 del 29 aprile 2020 – Concorsi per titoli 24 mesi ATA anno scolastico 2019-2020. Riattivazione procedure

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Documento pratico europeo per la prevenzione COVID-19 nei luoghi di lavoro: un confronto tra i settori di diversi Stati Membri

EU - OSHA Agenzia Europea per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro illustra il proprio orientamento per la prevenzione covid-19

Primo Maggio ‘Il lavoro in sicurezza per costruire il futuro’. Furlan: “E’ una giornata di impegno sociale per cambiare in meglio il paese”

1° maggio 2020 -“Credo che cambiare significhi usare priorità diverse”. Così la Segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, ospite oggi, insieme a Landini e Barbagallo, dello speciale del Tg3 Rai sul Primo Maggio.” In questi anni abbiamo avuto tanti tagli al sistema sanitario, tagli ai posti letto, tagli ai posti di lavoro di infermieri, di medici. Abbiamo visto cosa significa quando si ha bisogno invece di tutelare la salute. Abbiamo fatto tagli alla ricerca che è indispensabile invece per la vita delle persone e tagli alla formazione. Ecco cambiare significa rimettere al centro il valore della persona quindi occorre innanzitutto pensare alle persone, c’è poi il sistema degli investimenti produttivi, quelli per il lavoro. Ma possiamo continuare a permetterci di avere circa 120 miliardi bloccati sulle infrastrutture ? Credo proprio di no. Quindi ripensare il modello di sviluppo significa rimettere al centro lavoro, la persona e cambiare le nostre priorità di investimento e insieme a questo cambiare anche il lavoro con una organizzazione che innanzitutto tuteli la salute. È evidente poi che dobbiamo rivedere gli ammortizzatori sociali nel nostro paese. Da tempo chiediamo una riforma degli ammortizzatori sociali. Questo significa da una parte sburocratizzare e snellire i tempi, non a caso abbiamo fatto un accordo con l’associazione dei banchieri proprio perché potessero anticipare le casse integrazioni ai lavoratori ma dobbiamo anche coprire attraverso strumenti di sostegno al reddito quei tanti lavoratori e quelle tante lavoratrici che non hanno gli ammortizzatori sociali o li hanno del tutto inadeguati: penso a colf, a badanti ai tanti lavoratori stagionali, in modo particolare nel turismo, penso ai lavoratori e alle lavoratrici dello spettacolo, tanti invisibili nel modo del lavoro che non hanno tutele. Rivedere quindi gli ammortizzatori è indispensabile e già nel prossimo decreto prevedere sostegno al reddito allargato anche a quelli che oggi non godono degli ammortizzatori sociali. Pensare poi alla situazione delle donne: hanno le buste paga spesso più basse dei loro colleghi uomini, cia auguriamo che nella rivalutazione delle priorità di questo paese ci siano servizi alla famiglia adeguati. Sarebbe und disastro se- in un paese come il nostro che ha un’occupazione femminile più bassa rispetto agli altri paese d’Europa- molte donne fossero costrette a smettere di lavorare. Sarebbe un vero disastro. Quindi ricordiamoci delle donne anche dopo questo periodo, quando facciamo i contratti, quando non le consideriamo per le loro capacità e le loro disponibilità di lavoro. Rivalutiamo anche questo senso di pari opportunità e uguaglianza e giustizia sociale 30 aprile  2020  - "Sarà un Primo Maggio davvero particolare quello che vivremo  quest’anno. Non possiamo stare insieme facendo i cortei, le tante manifestazioni cui siamo abituati nella nostra vita di cittadini, di lavoratori ed anche di sindacalisti ovviamente. Ma sarà un Primo Maggio fortemente sentito e lo faremo attraverso gli strumenti tecnologici che fortunatamente possiamo utilizzare". E' quanto ha sottolineato,  in un video messaggio sul canale you tube della Cisl, la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan."Vivremo un Primo Maggio dove tutti assieme mettiamo innanzitutto la priorità del lavoro per far ripartire il Paese, di un lavoro in sicurezza per tutti gli uomini e le donne del lavoro. http://www.youtube.com/watch?v=o53VFrDFaZM&feature=emb_title Questo lavoro che ancora oggi vede tanti invisibili, tanti lavoratori in nero, sfruttati, privi di tutele, che non siamo riusciti ad estendere a tutto il mondo del lavoro". Furlan aggiunge che "sarò un Primo Maggio che vogliamo rivolgere alla speranza per i giovani: sta a loro creare un futuro migliore dove il lavoro sia promotore di benessere, di uguaglianza ed ovviamente di giustizia sociale". E ai microfoni di Uno Mattina su Rai1 la leader della Cisl sottolinea la necessità di costruire "un grande patto sociale per far ripartire il Paese, di coesione e di una collaborazione virtuosa tra Governo e parti sociali per concordare un piano straordinario di investimenti pubblici, favorire la creazione di nuovi posti di lavoro, sostenere il reddito dei più deboli". E per far ripartire il Paese occorre "sbloccare subito i 130 miliardi fermi per i cantieri, favorire una grande modernizzazione del Paese nel settore delle infrastrutture materiali ed immateriali, nella ricerca, nella formazione, nella istruzione, nel digitale, nella tutela dell’ambiente e dei beni culturali.http://www.youtube.com/watch?v=l6r-WU0Q-nc&feature=emb_titleBisogna uscirne tutti insieme con una risposta collettiva per ripensare il lavoro, rimettere al centro la persona, la partecipazione, costruire una società più inclusiva e senza barriere, a partire dal regolarizzare il lavoro degli invisibili, tanti migranti, sfruttati dal capolarato e dalle mafie", ha sottolineato ancora Furlan. "Abbiamo lavorato a lungo in queste settimane per mettere in sicurezza i lavoratori. Il paese in questo periodo ha riscoperto valori importanti come il valore sociale del lavoro, la solidarietà, il bisogno di stare e di fare insieme. Nessuno ce la può fare da solo" -  ha concluso. ''Il sindacato c'è, oggi più di prima, a ribadire come il lavoro e la sua sicurezza saranno il tema centrale di questa giornata" sottolinea dalla sua . E la musica ci aiuterà anche quest'anno a trasmettere questa esigenza e a portare nelle case degli italiani un messaggio di grande unità, di solidarietà e di voglia di rinascita del nostro Paese''. Ha detto dalla sua Giorgio Graziani, segretario confederale organizzativo Cisl, parlando dell'evento tv che andrà in onda il primo maggio dalle 20 alle 24 su Rai3, organizzato dai sindacati con la Rai, in sostituzione del tradizionale Concertone da piazza San Giovanni, irrealizzabile a causa della pandemia. http://www.youtube.com/watch?v=_1H6izRExIY&feature=emb_title''Il lavoro in sicurezza per costruire il futuro: questa è la sfida - sottolinea Graziani - che con Cgil e Uil lanciamo nella giornata del ‪Primo Maggio, una Festa del Lavoro diversa quest'anno a causa della pandemia, ma sempre viva sul piano dell'impegno sociale, della partecipazione e dei valori che rappresenta per tutti noi. È vero, non ci saranno cortei, manifestazioni, comizi, mancheranno i giovani in Piazza San Giovani che da tutta Italia ogni anno si danno appuntamento per il Concertone. Ma non mancheranno le testimonianze, la speranza e soprattutto la voglia di rialzarci presto'', conclude Graziani. Il Covid-19 dunque  non ferma il Primo Maggio e non ferma la musica. Per il Primo Maggio, si può  assistere anche alla presentazione del concerto internazionale del 1° Maggio 2020 promosso da una piaffaforma sindacale dei diversi continenti, in nome della solidarietà internazionale: SOLIDARIETÁ tra lavoratrici e lavoratori di tutto il mondo; SOLIDARIETÁ con le vittime del lavoro, delle pandemie e delle guerre; SOLIDARIETÁ perchè questa crisi non la debbono pagare i lavoratori.Vista l’impossibilità di tenere il consueto Concertone a  San Giovanni a Roma in occasione della festa dei lavoratori, Cgil, Cisl, Uil hanno deciso, insieme alla Rai, di trasformare l’evento di piazza in un programma televisivo. Quattro ore – dalle 20 alle 24 su Rai3 – di testimonianze, racconti e musica live per rendere omaggio a tutte le lavoratrici e i lavoratori, a tutti gli italiani, che con grande senso di responsabilità stanno affrontando questo periodo difficile di distanziamento sociale. Nel corso della trasmissione, come al solito, i tre Segretari generali, Landini, Furlan, Barbagallo interverranno, brevemente, con un loro messaggio rivolto in particolare ai giovani che ascolteranno il Concertone da casa. Anche il tradizionale comizio, che quest’anno si sarebbe dovuto svolgere a Padova e che è sempre stato trasmesso in diretta a cura del Tg3, quest’anno sarà sostituito da un confronto televisivo con i tre Segretari, in onda sulla stessa rete dalle 12,20 alle 13.   “In queste settimane - hanno dichiarato i segretari organizzativi di Cgil e Cisl, Nino Baseotto e Giorgio Graziani e il Segretario generale aggiunto della Uil, Pierpaolo Bombadieri - abbiamo lavorato unitariamente per assicurare che i due “classici” eventi del Primo Maggio fossero, comunque, celebrati, nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti, dando forza ai temi e alle proposte che, nella fase dominata dalla pandemia, sono state il cardine delle posizioni espresse in ogni sede dal Sindacato confederale”. Baseotto, Graziani e Bombardieri hanno, poi, ricordato lo slogan scelto: “Il lavoro in sicurezza per costruire il futuro”. “È importante, infatti - hanno concluso i tre Organizzativi di Cgil, Cisl, Uil - che il lavoro resti protagonista anche e soprattutto in occasione di questo Primo Maggio: perché il lavoro è la leva fondamentale per restituire una prospettiva credibile al futuro del nostro Paese e di coloro che rappresentiamo”. Durante la serata si alterneranno  i contributi di Gianna Nannini, Vasco Rossi,  Zucchero, oltre a Aiello, Alex Britti, Bugo e Nicola Savino, Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, Dardust, Edoardo e Eugenio Bennato, Ermal Meta, Fabrizio Moro, Fasma, Francesca Michielin, Francesco Gabbani, Fulminacci, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Leo Gassmann, Lo Stato Sociale, Margherita Vicario, Niccolò Fabi, Noemi, Orchestra Accademia di Santa Cecilia, Paola Turci, Rocco Papaleo e Tosca. Per rispettare quindi le norme di sicurezza previste dall’emergenza sanitaria in corso, i live verranno realizzati principalmente presso la sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma (dove è installato l’Auditorium Stage Primo Maggio 2020) oltre che in altre location sparse per l’Italia e prescelte direttamente dagli artisti. Parteciperanno all'evento anche i quattro vincitori di “PRIMO MAGGIO NEXT”, il contest organizzato da iCompany e dedicato ai nuovi artisti: la cantautrice Ellynora di Roma con il suo brano “Zingara”, la cantautrice Lamine di Roma con “Non è tardi“, il cantautore Matteo Alieno di Roma con “Non mi ricordo” e il cantautore Nervi di Firenze con “Sapessi che cos’ho”.  Guarda tutti i video su www.labortv.it   Le interviste ad Annamaria Furlan da 'Conquiste del lavoro' , 'Il Dubbio', Il Messaggero', 'Il Secolo XIX', Il resto del Carlino - La Nazione - Il Giorno' , 'Il Quotidiano del Sud', 'Il Mattino'.    

Settant’anni della Cisl: 30 aprile 1950 – 30 aprile 2020. Lettera di Annamaria Furlan agli iscritti e ai delegati della Cisl. “Il Il...

29 Aprile 2020 - La Cisl compie domani settant’anni. La Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori fu infatti fondata a Roma il 30 aprile 1950 al Teatro Adriano di Roma in un’ Assemblea generale a cui parteciparono i delegati della LCgil, della Fil e della Ufail. http://youtu.be/vNB5fwnYBG0 Primo Segretario Generale fu eletto Giulio Pastore, leader della corrente sindacale cristiana dopo la scomparsa di Achille Grandi. Pastore ha guidato la confederazione di Via Po fino al 1958 e successivamente è stato anche Ministro dello Sviluppo del Mezzogiorno sino al 1968. A ricordare uno degli avvenimenti che ha segnato la storia sindacale nel nostro paese è la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan in una lunga lettera inviata a tutti gli iscritti e delegati della Confederazione alla vigilia del Primo Maggio. “La Cisl ha contribuito a costruire l'Italia democratica, rifiutando la demagogia, l’antagonismo sterile ed il populismo ma cercando sempre di coniugare gli interessi dei lavoratori con quelli generali del Paese”, sottolinea nella sua lettera la leader Cisl. ”Oggi, possiamo dirlo senza alcuna enfasi: la Cisl ha vinto questa sfida, delineando in questi settanta anni di storia un rapporto nuovo tra Stato e sindacato, una collaborazione virtuosa che per Giulio Pastore doveva svolgersi in piena autonomia dalla politica e dai partiti, un rapporto paritario, senza alcuna subalternità”. http://www.youtube.com/watch?v=EKRCHT1IYWY&feature=youtu.beLa Cisl ha le sue origini nella Libera CGIL costituita il 15 settembre del 1948 da una scissione della corrente cristiana dalla Confederazione Generale Italiana del Lavoro (Cgil) frutto del Patto di Roma firmato da Giuseppe Di Vittorio, Emilio Canevari, Bruno Buozzi ed Achille Grandi. Il nome Libera CGIL fu mantenuto per quasi 19 mesi e voleva sottolineare, dal punto di vista dei fondatori, l’indipendenza dai partiti politici e la differenza con la Cgil da cui si era scissa.   Di seguito il testo integrale della lettera: Care Amiche e Cari Amici, “Bisogna saper parlare con sincerità ai lavoratori, nulla nascondere e nulla ampliare. Onestà, rettitudine, laboriosità, disinteresse sono tutte virtù di cui noi dovremmo essere in possesso". Era uno dei passaggi più intensi e significativi del discorso di Giulio Pastore al Teatro Adriano il 30 aprile 1950, il giorno della fondazione della Cisl. Sono passati settant’anni da quello storico avvenimento che ha segnato il percorso del movimento sindacale e le relazioni industriali nel nostro Paese. Oggi celebriamo questo nostro Anniversario in un momento grave e difficile, alla vigilia di un Primo Maggio che, nonostante l’assenza di cortei e manifestazioni di piazza, sarà un segnale di forte unità, di solidarietà e di speranza per tutto il mondo del lavoro. La nostra mente ed il nostro cuore sono rivolti alle tante vittime del Coronavirus, alle famiglie spezzate che piangono i loro cari, ai medici, agli infermieri, a tutto il personale della sanità e della Protezione civile che in queste settimane terribili si sono prodigate per salvare tante vite umane. Così come il nostro ricordo commosso va alle tante persone anziane, che hanno perso la vita in molte residenze sanitarie assistenziali e case di riposo. Una circostanza tragica, sulla quale bisognerà fare chiarezza ed appurare le vere responsabilità. Gli effetti della pandemia sono davvero devastanti sul piano economico e sociale. Rappresentano una ferita profonda per la vita di milioni di lavoratori e di famiglie italiane. Settant’anni fa, la Cisl seppe indicare ad un Paese uscito a pezzi dal conflitto mondiale, la strada della rinascita civile e delle necessarie riforme economiche e sociali, ponendo al primo posto i diritti della persona, la dignità e la sicurezza del lavoro, la costruzione dell’Europa, l’unità tra Nord e Sud, l’inclusione sociale, la lotta alla povertà. Sono i grandi valori morali e culturali del cattolicesimo sociale che rappresentano una parte importante delle nostre radici ideali e culturali. Oggi come allora dobbiamo ripartire dagli stessi valori, per tornare a guardare al futuro con coraggio e fiducia. La Cisl ha contribuito a costruire l'Italia democratica, rifiutando la demagogia, l’antagonismo sterile ed il populismo ma cercando sempre di coniugare gli interessi dei lavoratori con quelli generali del Paese. Ed oggi, Care Amiche e Cari Amici, possiamo dirlo senza alcuna enfasi: la Cisl ha vinto questa sfida, delineando in questi settant’anni di storia un rapporto nuovo tra Stato e sindacato, una "collaborazione" virtuosa che per Giulio Pastore doveva svolgersi in piena autonomia dalla politica e dai partiti. Autonomia di scelte, di iniziativa e di programmazione per la soluzione dei problemi economici e sociali. È il ruolo di mediazione essenziale che la Cisl ha esercitato in tantissime vicende economiche: penso alle nostre proposte sul risparmio contrattuale della fine degli anni Settanta, all’intesa importante, e purtroppo separata, di San Valentino del 1984, alla stagione dei grandi accordi di concertazione dei primi anni Novanta, fino ai recenti protocolli di queste settimane firmati con il Governo e le imprese per estendere a tutti i lavoratori gli ammortizzatori sociali, affrontare con misure straordinarie le conseguenze economiche e sociali del coronavirus, garantire la salute e la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro. Significa, da una parte, stare con una contrattazione moderna e partecipativa in tutti gli ambiti lavorativi ed in tutti i processi aziendali, uscendo dal rivendicazionismo sterile ed antagonistico. Ma, dall'altra parte, significa essere in campo con proposte costruttive su temi come sviluppo, politica industriale, redistribuzione della ricchezza, riforma fiscale, riorganizzazione del welfare e della Pubblica Amministrazione, formazione e lavoro per i giovani, tutele previdenziali e sociali, conciliazione lavoro- famiglia, scuola, ambiente e sviluppo sostenibile, riduzione del divario Nord–Sud, integrazione dei lavoratori immigrati, lotta alla corruzione ed alla criminalità organizzata. Tutte questioni cruciali, attuali. Ecco perché, oggi più che mai, il ruolo della Cisl è decisivo in questa fase difficile di nuova “ricostruzione” del Paese. Nulla sarà come prima dopo questa emergenza sanitaria: bisognerà siglare accordi innovativi con le aziende per cambiare radicalmente il modo di produrre, riorganizzare il lavoro e gli orari, diffondere lo smart working, utilizzare le nuove tecnologie in tutti i settori per salvaguardare la salute delle persone, senza danneggiare la qualità e la produttività. Dobbiamo ripensare il ruolo dei servizi pubblici, dei trasporti, modificare il nostro stile di vita. Questa fase può e deve diventare anche una opportunità per estendere la democrazia economica in tutti i luoghi di lavoro, perché avremo bisogno di più partecipazione alle decisioni, più coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte produttive delle aziende. Ma abbiamo bisogno, soprattutto, di più investimenti pubblici per garantire l’occupazione, più mezzi e uomini per rafforzare il sistema sanitario, sbloccare tutti i cantieri, far partire una grande modernizzazione del Paese nel settore delle infrastrutture materiali ed immateriali, nella formazione, nella ricerca, nell'innovazione, nel digitale, nella tutela del territorio, dell’ambiente e dei beni culturali. Bisogna uscirne tutti insieme con una risposta collettiva per cambiare in meglio la nostra società. Oggi è il momento della coesione nazionale, della responsabilità e della solidarietà, come ha giustamente più volte sollecitato il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Se i cittadini dovessero vedere un’Europa cieca, sorda, egoista, rinchiusa in se stessa, assisteremo alla fine del sogno europeo. Per questo la Cisl ha predisposto nelle scorse settimane un Manifesto programmatico nel quale abbiamo indicato a tutte le istituzioni ed alla politica cinque punti chiave per sollecitare l'apertura di una vera fase Costituente verso gli Stati Uniti d’Europa. Era questa la prospettiva ideale che già settant’anni fa i nostri Padri Fondatori avevano indicato con chiarezza nello Statuto della Cisl. Quelle idee lungimiranti restano per noi un punto di riferimento ideale e culturale, un patrimonio di principi, valori e moralità di cui il nostro Paese ha ancora enormemente bisogno per poter affrontare le nuove sfide. La Cisl c’è e ci sarà ancora con la sua identità, la sua forza programmatica, la sua grande unità. Vi abbraccio tutte e tutti con grande affetto. Buon Primo Maggio a tutti voi Annamaria Furlan

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