Nei giorni delle polemiche per i drammatici numeri dei ritardi nei pagamenti dei trattamenti di sostegno al reddito – i partiti di opposizione, con Forza Italia in prima fila, parlano di circa 1 milione e 222mila lavoratori in attesa – si fa spazio un altro tema, quello delle richieste di integrazione salariale (Cig, Assegno Ordinario, Cig In deroga) fatte “in frode alla legge”.

In una interessante analisi fatta sul quotidiano Il Mattino in Edicola oggi vengono evidenziati questi numeri:

“Secondo le indagini della Direzione Centrale Antifrode Inps sono state 2.549 le aziende “a rischio di frode”, per le quali l’Istituto ha deciso di bloccare la domanda. I tentativi truffa di nel mirino di Inps riguardano i mesi di aprile e maggio. Il numero dei presunti casi di frode supera quello dell’intero 2019, quando emersero 2mila300 aziende fittizie”.

“Si tratta di richieste irregolari, di lavoro fittizio e aziende inesistenti” sintetizza la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, su cui sono in corso in questi giorni accertamenti da parte dell’Istituto con notevoli conseguenze anche sul piano delle tempistiche dei pagamenti della Cassa integrazione.