La Lega a Botteghe Oscure. I valori del partito di Matteo Salvini come quelli di Enrico Berlinguer. Sembrano due bestemmie, politicamente parlando. E invece è solo la cronaca delle ultime ore. La nuova sede del Carroccio a Roma, infatti, sarà nella stessa via divenuta nota perché ospitava la storica casa – il mitologico “Bottegone” – del Partito comunista italiano. Una coincidenza, che Salvini sfrutta per paragonare la sua forza politica al Pci di Enrico Berlinguer. “I valori di una certa sinistra che fu, quella di Berlinguer, del lavoro, degli artigiani, sono stati raccolti dalla Lega: se il Pd chiude Botteghe oscure e la Lega riapre io sono contento, è un bel segnale”, ha detto l’ex ministro dell’Interno. Scatenando le repliche della sinistra. “Devono proprio andare male a Salvini i sondaggi per cercare di paragonarsi a Berlinguer. Quel paragone che ha fatto oggi, per via delle sede in Botteghe Oscure, fa veramente orrore e pietà“, dice Emanuele Fiano, deputato del partito Democratico.

A Salvini replica anche Luigi Berlinguer, cugino di Enrico ed ex ministro della Pubblica Istruzione nei governi di Romano Prodi e Massimo D’Alema. “Secondo me Salvini, più che un oltraggio alla memoria di Berlinguer, mi sembra dica una cosa un po’ ridicola, su cui sorridere. Lasciatemi dire dire: Non ti curar di loro, ma guarda e passa…”, commenta l’ex esponente dei Democratici di sinistra. “Lo ripeto -insiste Berlinguer – non c’è sostanza nelle cose che dice la Lega, non hanno molto la dire se si aggrappano ai muri. Questa tesi della Lega sui muri indica quanto sia scadente il contenuto politico e culturale della Lega stessa. Salvini evidentemente vuol identificarsi con gli edifici e non con la sostanza del significato del lavoro o della battaglia ideale”. La dichiarazione del segretario del Carroccio provoca la reazione pure di Emanuele Macaluso, storico dirigente del Pci e già direttore dell’Unità, che si indigna: “Ma come si fa a dire una cosa simile? Non basta avere la sede in via delle Botteghe Oscure, per arrivare a dire certe cose. E un accostamento indegno, Salvini è uomo della destra estrema, Berlinguer era la sinistra, il leader del Pci che rinnovò, prendendo le distanze dall’Urss, un leader davvero stimato da tutti gli italiani”.

La novità della Lega in via Botteghe Oscure non provoca reazioni solo a sinistra, ma anche nel centrodestra. Gianfranco Rotondi, presidente della Fondazione Dc, fa notare come la nuova casa del Carroccio abbia poco a che vedere con i comunisti: “Mi spiace per Salvini, ma l’edificio da lui adocchiato si trova di fronte alla sede del Pci, e ospitava gli uffici amministrativi e organizzativi della Democrazia Cristiana. Mi spiace per lui ma non siederà al posto di Berlinguer, ma esattamente negli uffici che occupavamo io e Lorenzo Cesa a fine anni ottanta”, dice il parlamentare di Forza Italia. Secondo il quotidiano La Stampa, invece, nella nuova sede della Lega aveva dimora la Cia. Il giornale torinese cita una confidenza dell’ex senatore del Pci, Armando Cossutta, morto nel 2015: “Nel palazzo davanti alla nostra sede, c’era il Centro d’ascolto della Cia: loro ci ascoltavano ma noi lo sapevamo…”. Sempre secondo La Stampa, nell’ufficio un tempo affittato in incognito dall’Ambasciata americana lavora già da tempo Luca Morisi, la mente della comunicazione social di Salvini. Ieri, commentando la notizia della nuova sede del Carroccio in via Botteghe Oscure, Salvini aveva detto: “Non l’abbiamo cercata apposta lì, ma è conveniente, mi fa piacere però che mentre altri chiudono la Lega apra”. Sul Fatto Quotidiano, infatti, Antonello Caporale ha raccontato che il nuovo ufficio del Carroccio pare essere una sublocazione che l’Ugl, il sindacato della destra storica nel tempo leghistizzato, ha concesso al leader del centrodestra.

L’articolo Salvini-Berlinguer, la sinistra contro il segretario della Lega: “Carroccio a Botteghe oscure? Orrore e pietà. Valori non sono muri” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Continua a leggere qui

Fonte: ilfattoquotidiano.it