Con i gravi ritardi nei pagamenti della cassa integrazione ci si interroga per quanto tempo può “reggere” una persona senza reddito per provvedere a sé e alla sua famiglia. A provare a dare risposta al quesito è una recente indagine dell’Ufficio Studi di Confartigianato che si avvale anche dei dati della Banca d’Italia.

L’indagine dell’Ufficio Studi parte da alcune considerazioni circa le tempistiche del trasferimento di risorse per pagare l’assegno ordinario dallo Stato al Fondo Artigiani – FSBA, tempistiche che hanno alimentato i ritardi nell’artigianato, ma successivamente conclude con valutazioni che interessano tutti i settori anche non artigiani:

“In queste condizioni è evidente che il trasferimento delle risorse a Fsba, atteso dal 19 maggio e sbloccato solo il 26 giugno, con un ritardo di oltre di oltre cinque settimane, è un fatto grave, che aumenta le incertezze di lavoratori e imprese, penalizzando la ripresa dei consumi. Per valutare l’insostenibilità di questi ritardi, è utile esaminare le evidenze contenute nell’ultima Relazione annuale della Banca d’Italia, da cui si desume che in Italia il 25,5% della popolazione – collocata nei quintili intermedi di reddito – non ha risparmi liquidi sufficienti per rimanere al di sopra della soglia di povertà per più di cinque settimane in cui si azzera il reddito”.