“Licenziato all’età di 60 anni, quando gli mancavano 17 mesi alla pensione. Dopo 33 anni di duro lavoro nello stesso supermercato di Casalpusterlengo, provincia di Lodi, come banconista al reparto di salumeria. Licenziato dopo un calvario che lo ha visto prima ammalarsi di covid, poi, quando l’incubo sembrava alle spalle, soffrire, sempre a causa del virus, di una miocardite acuta“, questa è la vicenda inaspettatamente vissuta da un lavoratore negli ultimi mesi e raccontata dalla testata on-line Collettiva.it sull’omonimo sito.

“Non mi aspettavo proprio un comportamento del genere” – dice Fabrizio, il lavoratore licenziato – “Prima il covid, poi la miocardite e infine questa. È come sprofondare in un burrone, riuscire a fermare la caduta appigliandosi a qualcosa e poi scivolare giù di nuovo. Adesso mi sento vuoto”.

Il lavoratore, conclude Collettiva.it, ha infine impugnato il licenziamento – motivato dall’aver superato il periodo di comporto di 180 giorni – con l’assistenza di Filcams-Cgil.