Il 7 novembre – dopo 13 incontri, 11 mesi di confronto, 9 mesi di vacanza contrattuale – Federmeccanica e Assistal hanno interrotto la trattativa per il rinnovo del Ccnl dei metalmeccanici.

Federmeccanica e Assistal hanno cancellato gli incontri già calendarizzati per l’8, il 14 ed il 15 novembre utilizzando come pretesto la decisione unitaria di Fim, Fiom e Uilm di mobilitare la categoria per chiedere alla trattativa un cambio di passo e ottenere risposte concrete alle richieste avanzate dalla nostra piattaforma su salario e diritti.

Una piattaforma discussa lo scorso ottobre – in più di 6mila assemblee e condivisa da oltre il 97% dei metalmeccanici – basata su tre temi fondamentali: salario, formazione e inquadramento.

Federmeccanica e Assistal sin dal primo incontro (il 5 novembre 2019) non hanno mai affrontato il merito delle nostre rivendicazioni e la trattativa non è mai realmente decollata.

L’incertezza determinata dalla crisi sanitaria, economica e sociale non può continuare a ricadere sulle lavoratrici e sui lavoratori e il Ccnl è lo strumento in grado di dare certezze economiche e normative a tutti i metalmeccanici. Chiediamo garanzia di diritti e salario reale per tutti, vogliamo determinare la ripresa dei consumi e lo sviluppo di politiche di rilancio dell’industria, dell’occupazione, dell’innovazione organizzativa.

Le richieste salariali sono per noi fondamentali in questo rinnovo contrattuale: L’incremento dei minimi contrattuali dell’8% per redistribuire con il Ccnl la ricchezza prodotta in questi anni e non riconosciuta a livello aziendale.

Estendere la contrattazione di secondo livello, estendere e incrementare l’elemento perequativo ai lavoratori delle imprese prive premio di risultato.

Allargare le tutele e i diritti a partire dagli appalti, contrastare la precarietà, valorizza il lavoro garantendo la formazione per tutti, adeguare l’inquadramento professionale ai cambiamenti tecnologici, ambientali e digitali dell’industria.

Affrontare i cambiamenti organizzativi delle imprese, ridurre la precarietà per dare maggiore stabilità al mercato del lavoro.

La delegazione Federmeccanica-Assistal in tutti gli incontri ha manifestato a parole la volontà di fare il Contratto ma alle parole non sono seguiti i fatti, non ci sono state disponibilità concrete.

Le imprese chiedono un rinnovo contrattuale «senza costi» per sostenere la «crisi» del manifatturiero e non hanno manifestato alcuna apertura su tutti i temi che hanno un «costo contrattuale».

Nei mesi precedenti all’«emergenza Covid-19» Federmeccanica e Assistal sono state genericamente disponibili ad approfondire e valutare le nostre richieste.

Nella «emergenza» determinata con il Covid-19 la trattativa ha subito una interruzione e, con i lavoratori e le lavoratrici in sciopero, è ripreso il confronto per garantire la produzione in sicurezza a tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori e, con la sottoscrizione di un «avviso comune» abbiamo garantito l’esercizio in sicurezza delle libertà sindacali a partire dal diritto di tenere le assemblee.

Non possiamo perdere altro tempo, è ora di dare salario, è ora di fare il contratto.

Per la Fiom è necessario riconoscere gli aumenti dei minimi salariali per rilanciare l’economia, difendere l’occupazione con il blocco dei licenziamenti, ripartire dalla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per riconquistare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Fim, Fiom e Uilm hanno deciso – nel rispetto delle norme anti Covid-19 – 2 ore di sciopero con assemblea 4 ore di sciopero nella giornata del 5 novembre

 

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Fonte: fiom-cgil.it