L’ultimo giro di pagamenti della ”cassa integrazione“ artigiani è quasi completato. Non a tutti è stata liquidato l’assegno ordinario di maggio e giugno. All’appello mancano ancora “quasi altri 50 milioni”, lo ricordava in un post di inizio ottobre il sindacato Uil Artigianato, per poter così corrispondere a tutti gli aventi diritto le mensilità di maggio e giugno.

Il problema principale di questa vicenda – che poi è anche quello che assume i contorni più drammatici – è che per pagare ulteriormente i lavoratori occorre un nuovo stanziamento di legge, al quale dovrà seguire la lunga trafila burocratica a cui hanno dovuto assistere in questi mesi i tanti lavoratori dell’Artigianato che attendevano il decreto, poi il bonifico al Fsba e poi l’accredito sui propri conti correnti. Le risorse “aggiunte” con il Decreto agosto si sono rivelate infatti insufficienti. Il tutto potrebbe avere un’accelerazione se il Ministero dell’Economia dovesse decidere di spostare risorse in via amministrativa chiedendo un parere alle commissioni parlamentari o un nuovo decreto legge utile anche per sostenere altri interventi anti-crisi (ne parla ampiamente Il Sole 24 Ore di ieri)

Discorso a parte per i pagamenti per i periodi di cassa integrazione per i mesi da luglio in poi. Per questi il Decreto agosto ha stanziato 1600 milioni di euro. Solo che il Decreto agosto è entrato in vigore il giorno di ferragosto e qualche giorno fa è stato anche convertito in legge, ma dei 1600 milioni destinati al Fondo artigiani e al Fondo dei lavoratori interinali neanche l’ombra.

Che fine ha fatto il Decreto di ripartizione dei 1600 milioni per pagare la Cig ai lavoratori dipendenti delle aziende artigiane dal 13 luglio?

Il 30 settembre TuttoLavoro24.it ha scritto al Ministero del Lavoro chiedendo di poter conoscere le tempistiche di emanazione del decreto e, ancor più, quale obiettivo temporale si intende traguardare per evitare ogni ulteriore disagio ai lavoratori? Questa è stata la risposta:

“Il decreto citato è in via di emanazione ma non siamo in grado di fornirle la tempistica precisa”.

Contattato nei giorni scorsi il Ministero del Lavoro ci ha ribadito medesima posizione già espressa a fine settembre. Dunque dal dicastero guidato da Nunzia Catalfo sembrano non avere chiaro l’obiettivo temporale entro cui emanare il decreto e pagare così la cassa integrazione ai lavoratori che attendono oramai da troppo tempo. E da troppo tempo gli si chiede un sacrificio fuori portata, vista la già complicata situazione emergenziale.

O.B.