Molti lavoratori attualmente disoccupati sono in attesa di ricevere dopo mesi di pandemia e assenza di opportunità lavorative il nuovo Bonus che sarà previsto dal Decreto Sostegni bis di prossima approvazione. Un Bonus, forse ancora una volta di 2.400 euro anche se le prime bozze dicevano una cosa diversa, destinato ai lavoratori stagionali, in somministrazione, dello spettacolo, intermittenti, ecc.

C’è molta attesa tra questi lavoratori, che in questi giorni dopo le prime riaperture cominciano a ricevere le prime offerte di lavoro soprattutto stagionali, per come sarà scritta la norma e soprattutto quando entrerà in vigore.

Sì perché se il testo della legge confermerà quanto già previsto dal Decreto Sostegni entrato in vigore il 23 marzo scorso, il Bonus non potrà essere percepito da chi nel frattempo un contratto di lavoro lo ha trovato, anche se a termine, con il rischio di essere beffato da un ‘cavillo’ di legge dopo mesi di affanni e disagi in attesi di una formo di sussidio a causa nella pandemia che ha bloccato ogni chance di lavoro.

Per l'esattezza il decreto Sostegni (DL n. 41) prevede che i percettori del Bonus dovessero essere, alla data del 23 marzo, "non  titolari  di  pensione né di rapporto di lavoro dipendente né di NASpI". 

E allora quali soluzioni legali possono essere messe in campo per iniziare nel frattempo a lavorare senza correre il rischio di essere poi escluso dal Bonus che il decreto Sostegni Bis andrà a prevedere?

Considerato che il Sostegni 1 esclude dal beneficio i lavoratori subordinati – ed è assai probabile che lo faccia anche il Sostegni 2 – l’unica soluzione tecnicamente ammissibile è un contratto di lavoro di natura autonoma come ad esempio un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, decisamente più impegnativo per oneri previdenziali e fiscali, oppure un semplice contratto di prestazione occasionale senza partita Iva. Si tratta di un contratto scelto per le prestazioni occasionali e saltuarie che può essere un utile strumento in questa fase di incertezza sui tempi di approvazione del decreto perchè non prevede un’assunzione vera e propria da parte dall’azienda – per intenderci non c’è da fare alcuna comunicazione all’Inps – che sarà solo tenuta a versare una ritenuta d’acconto del 20% sul compenso che corrisponderà al lavoratore.

Un rapporto di lavoro che può essere sciolto una volta che sarà emanato il Decreto Sostegni bis ed essersi portato a casa il requisito essenziale per poter ottenere il Bonus, vale a dire l’assenza di un contratto di lavoro dipendente.

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