È fallita la Metaphor, l’azienda tessile di Carpi appartenente all’imprenditore belga Andrè Leruth che in passato ha lavorato per marchi prestigiosi come Burberry ed è arrivata ad avere un centinaio di dipendenti. Il tribunale di Modena non ha, infatti, accolto la richiesta di concordato in bianco presentata nel maggio scorso dalla proprietà.

Per i circa cinquanta attuali dipendenti presente e futuro sono incerti e i sindacati sono impegnati nella ricerca di una soluzione. La priorità ora è il recupero delle mensilità arretrate (ferme a maggio) e del tfr, oltre alla richiesta della cassa integrazione straordinaria per cessazione attività.

Una speranza per i dipendenti della Metaphor sembrava potesse arrivare da un fondo italiano che aveva manifestato interesse all’acquisizione.

«Una trattativa era in piedi, ma a quanto pare non è ancora andata in porto – conferma Roberto Giardiello, sindacalista della Femca Cisl Emilia Centrale – Ora, a fronte della dichiarazione di fallimento dell’azienda, si tratta di capire se il potenziale compratore è ancora interessato a rilevare la Metaphor. In questo caso l’auspicio è che siano confermati tutti i posti di lavoro e le medesime condizioni di assunzione. Soprattutto speriamo non si compiano speculazioni, vista la delicatezza della situazione. Intanto i lavoratori hanno tempo fino al 2 novembre per tutelare i propri crediti».

I sindacati hanno già contattato il curatore fallimentare e la Regione Emilia-Romagna affinché venga convocato un tavolo per individuare le soluzioni migliori per i lavoratori.
Si vuole evitare il rischio che il curatore proceda subito ai licenziamenti o sospenda i rapporti di lavoro in attesa di un eventuale compratore.

Nei mesi scorsi sulla Metaphor si sono aperti tre tavoli di crisi, con la partecipazione di Femca Cisl e Filctem Cgil, una delegazione di lavoratori, il dirigente dell’assessorato regionale alle Politiche del lavoro, il legale della proprietà, il sindaco di Carpi Alberto Bellelli e il vice sindaco (nonché assessore) all’Economia Stefania Gasparini.

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Fonte: cisl.it