Nei mesi di luglio e agosto sono stati messi in atto dei rigidi controlli sulle aziende agricole pugliesi per verificare il rispetto delle norme su lavoro, legislazione sociale e sicurezza.

Un vasta operazione eseguita nel Programma Su.Pre.Eme. Italia, che ha visto protagonista la provincia di Foggia e i comuni di Margherita di Savoia, Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia sui quali sono intervenuti, in coordinamento, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Foggia in collaborazione con l’Ispettorato Interregionale di Napoli e gli Ispettorati Territoriali del Lavoro di Napoli, Campobasso-Isernia, Bari, Roma, Reggio Calabria e Brindisi. 

L’attività di vigilanza, svolta nel periodo compreso tra luglio e agosto, ha interessato gli agri in cui era in corso in via prevalente la raccolta del pomodoro e che storicamente è caratterizzata da un massiccio utilizzo di manodopera extra-UE.

Secondo quanto si apprende dall’agenzia di stampa Askanews l’attività di vigilanza è stata condotta su 51 aziende agricole nell’ambito delle quali sono state ”verificate le posizioni lavorative di 394 lavoratori, di cui 265 provenienti da Paesi extra-UE. Sono state riscontrate violazioni in materia di lavoro e legislazione sociale e di sicurezza sui luoghi di lavoro riferite a 85 lavoratori, dei quali 42 occupati “in nero”.

Alle aziende sono stata applicate le sanzioni previste, inoltre nei confronti di 3 di queste sono stati adottati altrettanti provvedimenti di sospensione dell’attività per la presenza accertata lavoratori completamente “in nero”, tra i quali 6 braccianti agricoli provenienti da Paesi extra-UE privi di permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Dai nuclei ispettivi fanno sapere che l’attività di vigilanza straordinaria è ancora in corso e al termine degli accertamenti sarà possibile verificare ulteriori ipotesi di irregolarità, con particolare riferimento a casi di sfruttamento lavorativo (ex art. 603-bis c.p.).

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