Licenziamenti con videochiamata ‘avanti tutta’, il manifesto: Governo resta inerte

whatsapp

In Italia i fatti di cronaca raccontano il dilagare di una prassi, lesiva della dignità del lavoro, di licenziare i dipendenti via Whatsapp o attraverso le piattaforme digitali come Teams o Skype con una videochiamata.

A chiedere un intervento del Governo per fermare questa piaga sono i sindacati e alcuni dei partiti che siedono in Parlamento, come si legge sul quotidiano il manifesto in edicola oggi:

“Si sta affermando sempre di più in Italia il costume padronale di licenziare usando le piattaforme digitali. Ha fatto molto indignare quello via mail, poi quello via Whatsapp. A tre dipendenti della Yazaki di Grugliasco, di cui una è anche una rappresentante sindacale della Fisascat Cisl di Torino, è toccata un’altra piattaforma: Teams. Non è regolato da nessun accordo sullo smart working, dato che dipende da ben altre leggi, ma piace: perché illude sul fatto che la tecnologia sia neutrale“.

“Sul caso Yazaki – continua il manifestoieri è intervenuto il ministro del lavoro Orlando: «Non è possibile che questo avvenga, non corrisponde alle indicazioni della nostra Costituzione e soprattutto butta via un patrimonio che si è costruito con la fatica – ha detto – Non possiamo diventare un paese dove si viene a fare le vacanze, ma un paese che deve mantenere un patrimonio industriale». Per ora il paese in questione è quello dove si va in vacanza“, conclude amaro il manifesto. 

Se a mostrare indignazione è anche un rappresentante del Governo, il quotidiano diretto da Norma Rangeri sottolinea anche quello stesso Governo in questa fase non sta facendo nulla per arginare la piaga:

È un bollettino di guerra quotidiano e governo resta inerte» ha commentato Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana)”.

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