Esclusi dall’Assegno unico i figli inattivi. Lo si apprende da Il Sole 24 Ore del 17 gennio 2022 che ricorda come l’Assegno unico e universale non abbia coperto proprio tutti i figli:

“Non resta più alcun sostegno per i genitori di un giovane neet (in inglese not in education, employement or training) tra i 18 e i 21 anni. Ai figli in questa situazione – ancora a carico del nucleo familiare – non sarà riconosciuto il nuovo assegno unico, riservato, ai soli maggiorenni in ‘attività’. Inoltre, a partire da marzo, saranno cancellate anche le detrazioni fiscali per i minori di 21 anni”.

Il sussidio infatti è concesso ai figli maggiorenni “solo a condizione che frequentino un percorso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea, che svolgano un tirocinio o un’attività con reddito entro 8mila euro annui, che siano registrati come disoccupati e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro, oppure che svolgano il servizio civile universale”.

Insomma mentre i maggiorenni ‘in attività’ possono addirittura provvedere loro stessi a far domanda all’Inps per ottenere l’Assegno mensile in luogo dei genitori (clicca qui), per i Neet non c’è alcuna forma di tutela. Perchè questa evidente discriminazione?

Secondo il quotidiano economico l’obiettivo è quello di “spingere i giovani a crearsi un percorso di studio o di lavoro, anche aiutandoli a ‘uscire di casa’”. Sarà sufficiente infatti iscriversi ad un centro per l’impiego o a un percorso di formazione.

Resta aggiornato con noi. Unisciti alla nostra pagina Telegram cliccando qui. E’ gratis!

Non hai l’APP di Telegram? Scaricala gratuitamente cliccando qui.

Segui la nostra pagina Facebook facendo clic qui.

RIPRODUZIONE RISERVATA – La riproduzione, su qualsiasi supporto e in qualsiasi forma, dei contenuti del presente articolo in violazione delle norme sul diritto di autore sarà segnalata all’Agcom per la sua immediata rimozione [Delibera n. 680/13/CONS 12/12/2013].