Pagamenti Reddito di cittadinanza 2022, tempi più lunghi: ecco perchè

Reddito cittadinanza

Tra le conseguenze verificatesi a seguito dell’entrata in vigore della legge di bilancio 2022 e delle novità che questa ha portato nell’ambito del reddito e della pensione di cittadinanza vi è anche quella relativa ad un allungarsi delle tempistiche di pagamento degli importi mensili.

Questo perché la Manovra 2022 ha previsto un inasprimento dei controlli volti a verificare il possesso dei requisiti necessari a richiedere il sussidio (per approfondire clicca qui).

Pagamenti Reddito di cittadinanza 2022, tempi più lunghi: di quanto?

I controlli sui requisiti saranno dunque più severi e, cosa fondamentale, saranno effettuati prima di erogare l’importo spettante. Questo significa che basterà anche una piccola incongruenza riscontrata da INPS o dal Comune per bloccare la fase istruttoria della domanda. Se ciò avviene, ovvero se c’è bisogno di un’ulteriore verifica da parte del Comune e la domanda risulta momentaneamente sospesa, c’è il rischio di dover attendere fino a 120 giorni, quindi circa 4 mesi.

In condizioni normali, invece, la valutazione e l’eventuale riconoscimento della prima mensilità del reddito di cittadinanza avviene il mese successivo a quello in cui viene trasmessa la domanda all’INPS.

Pagamenti Reddito di cittadinanza 2022, tempi più lunghi: per chi

Questo “problema” non riguarda tutti i percettori del reddito di cittadinanza, ma è limitato a due categorie per precise:

  1. chi chiede il reddito per la prima volta;
  2. coloro che devono presentare una nuova richiesta perché ci sono state variazioni del nucleo familiare oppure perché sono scaduti i 18 mesi.

Dunque come ben chiarito il prolungarsi dei tempi non riguarda tutti. E sono motivati da maggiori e più accurati controlli quando si apre una nuova fase.

Pagamenti Reddito di cittadinanza 2022, tempi più lunghi: quali controlli?

I controlli per verificare il possesso dei requisiti del reddito di cittadinanza ci sono sempre stati. Tuttavia, la legge di bilancio ha previsto che adesso i controlli classici sui dati anagrafici, di residenza o soggiorno e di cittadinanza, che prima erano effettuati dai Comuni in un momento successivo, siano di competenza dell’INPS e vengano effettuati preventivamente, quindi prima di concedere l’importo, utilizzando le informazioni già in suo possesso e affidandosi anche ai vari Comuni per una verifica più dettagliata.

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