Dalla Tv alla Radio, prosegue il dibattito sulle condizioni di lavoro nel turismo. Il turismo è si risalita, le località turistiche registrano il tutto esaurito, ma c’è una “contraddizione“, mancano i lavoratori stagionali.

Ne hanno parlato, durante la trasmissione televisiva A chi tocca? in onda su RAI Isoradio, Giancarlo Banchieri Presidente Confesercenti Torino e Giovanni Cafagna Presidente dell’Associazione Nazionale Lavoratori Stagionali.

“Non manca solo lo stagionale – puntualizza il Presidente Confesercenti Torino – , ma la difficoltà sta anche nei lavori continuativi in città come Torino e Milano“. “Il reddito di cittadinanza è solo una delle cause”, precisa, “molti in questi anni di pandemia si sono dovuti guardare intorno, ci sono state decine di migliaia di persone che hanno abbandonato il nostro settore e adesso è difficile recuperarle tutte insieme”.

I giovani hanno voglia o è diverso rispetto a prima? “Il nostro lavoro richiede lavoro di sabato e domenica”, afferma Banchieri, “questo è fattore che ci penalizza”, si preferisce optare dal lunedì al venerdì e rilassarsi il sabato e la domenica. “La cucina non è un lavoro dove non si può improvvisare, è da riconsiderare il rapporto con gli istituti alberghieri”.

Sulle condizioni di lavoro e le problematiche interviene il Presidente dell’ANLS Giovanni Cafagna: “sul reddito di cittadinanza c’è solo una strumentalizzazione politica, il problema è relativo”. il problema fondamentale è uno “la riforma del 2015 degli ammortizzatori sociali, l’indennità di disoccupazione fino al 2015 garantiva i mesi di inattività”. Nei territori a vocazione turistica “non ci sono altre possibilità di lavoro”, ecco perchè il sussidio nei periodi di lavoro è necessario.

“Lo stipendio non è equiparato alle ore lavorate – rileva Cafagna – . Le imprese non pagano gli straordinari. La paga netta non supera i 1.400-1.500 euro netti al mese”.Di fatto succede così da sempre, lo stipendio è di fatto un forfettario”.

Il dibattito si fa più vivace quando un imprenditore del turismo della Sardegna, collegato telefonicamente alla trasmissione radiofonica RAI, dichiara che i turni di lavoro degli stagionali sono sempre rispettati, almeno nella sua impresa. Riprende la parola Cafagna: “Lei può confermare che le aziende non impiegano lavoratori oltre le ore contrattuali e vengono retribuiti fuori busta?”.

Da qui un breve botta-risposta, al quale segue la sintesi del Presidente dei Lavoratori Stagionali: questo è da sempre un “accordo” che metteva insieme imprese e lavoratori, soprattutto nelle località stagionali, che si è rotto nel 2015 con la riforma NASpI. “Ci vuole una riforma che ripristina il vecchio meccanismo di calcolo della indennità di disoccupazione”, conclude.

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