Dopo aver presieduto la Commissione nominata dal Ministro del Lavoro che doveva suggerire come riformarlo, torna a parlare di Reddito di Cittadinanza la professoressa Chiara Saraceno.

E lo fa in un’intervista rilasciata al quotidiano La Verità in edicola oggi, in cui sottolinea le modifiche suggerite dalla Commissione di esperti e non accolte dal Governo Draghi, così che il reddito continua a penalizzare i minorenni:

«I requisiti di accesso penalizzano le famiglie numerose e con figli minorenni: contano la metà di un adulto. Questo fa sì che a parità di numerosità e anche di Isee, le famiglie con figli sotto i 18 anni sono più facilmente escluse dal beneficio, e se incluse prendono meno di quelle composte da tutti adulti. Il contrario della lotta alla povertà. Abbiamo proposto di equiparare i minorenni agli adulti, eventualmente riducendo l’importo massimo della quota base, da 500 a 450 euro».

«I 5 stelle – continua l’esperta sociologa – inizialmente avevano pensato a una misura per i giovani, cambiata poi in itinere. E avevano il “totem” della cifra del sussidio di 780 euro. Quando arrivarono al governo stanziarono una somma mai vista prima nella lotta alla povertà, 7 miliardi. Ma i conti non tornavano se si voleva salvaguardare la cifra totem, e così hanno spacchettato la cifra, dividendola in quota base e contributo per l’affitto. Poi hanno fatto questa pensata di far contare meno i minorenni nella scala di equivalenza».

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