Tutti i pensionati avranno a partire dal prossimo ottobre una rivalutazione del 2,2% dei propri trattamenti. È questo uno dei pilastri del nuovo Decreto Aiuti, che proprio nel pomeriggio di oggi 4 agosto sarà discusso e approvato a Palazzo Chigi.

All’inizio si era parlato di una perequazione anticipata di 6 mesi, poi ridotta a 3. Ottobre sembra dunque diventata la data definitiva. A un aumento del 2% si aggiunge la differenza tra l’inflazione programmata e quella effettivamente registrata: ecco perché un aumento totale del 2,2%. A spiegare meglio il meccanismo è Il Messaggero, che nelle pagine in edicola oggi riporta:

“La novità in materia di pensione punta a correggere il difetto dell’attuale sistema di indicizzazione, che opera rispetto all’aumento dei prezzi dell’anno precedente: a fronte di un’impennata dei prezzo così brusca il recupero diventa inevitabilmente tardivo. Per ovviare parzialmente si è deciso di anticipare a ottobre un aumento del 2 per cento, che sarà “scalato” dalla rivalutazione del prossimo anno: se per ipotesi l’inflazione toccasse l’8 per cento, il nuovo scatto a gennaio sarebbe del 6. Inoltre viene anticipato anche il recupero dello 0,2 per cento che corrisponde alla differenza tra l’inflazione riconosciuta provvisoriamente a gennaio 2022 (1,7%) e quella poi effettivamente misurata per l’anno precedente (1,9%). Per gli adeguamenti a regime valgono le regole in vigore che prevedono percentuali leggermente ridotte per gli assegni più alti.”

Insomma 2 novità che porterebbero ad un aumento complessivo del 2,2%.

Sempre secondo il quotidiano, l’intervento sulle pensioni dovrebbe costare al governo circa 2,4 miliardi di euro nel 2022. Di pensioni e pensionati ha parlato anche il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, che in vista delle elezioni del 25 settembre ha fatto loro questa promessa. Insomma, se tutto quanto detto finora venisse rispettato in toto, i pensionati non avrebbero di che lamentarsi.

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