HomeCronaca sindacaleMetalmeccanici e Chimici possibile sciopero. De Palma : “vi spiego perchè”

Metalmeccanici e Chimici possibile sciopero. De Palma [FIOM]: “vi spiego perchè”

Se il Governo non offrirà soluzioni alle vertenze sulla Transizione aperte in tutta Italia, che interessano i lavoratori metalmeccanici e chimici, si potrebbe arrivare ad uno sciopero.

E’ quanto dichiara Michele De Palma Segretario Generale Cgil ai microfoni di TuttoLavoro24.it, ieri a Roma, a margine della presentazione della 165a Indagine Congiunturale di Federmeccanica.

L’Assemblea congiunta dei lavoratori iscritti a Fiom-Cgil e Filctem-Cgil dei giorni scorsi può fare da apripista, per un’azione unitaria con le altra categorie sindacali a partire da Cisl e Uil.

“L’assemblea congiunta Chimici e Meccanici dice una cosa – puntualizza De Palma -, che noi abbiamo delle vertenze aperte in questo momento, che riguardano la transizione, in cui però allo stato attuale tutti i piani vertenziali ai tavoli ministeriali che abbiamo non stanno determinando delle soluzioni; per cui noi la cosa che chiediamo al Governo è non soltanto di affrontare le vertenze, ma anche di ragionare sulle politiche programmatorie e con interventi concreti con un pacchetto che dia continuità all’occupazione delle persone che è fatto per esempio: fondo nuove competenze per dare competenze alle persone; ammortizzatori sociali perché possono servire in una fase di scarico degli impianti; dall’altro per rigenerare gli impianti, l’altro sistema possono essere degli accordi che per permettono alle persone di agganciarsi alla pensione e ai giovani di poter entrare dentro i luoghi di lavoro, perché c’è bisogno di una generazione delle competenze dei lavoratori”.

“Ma tutto questo accompagnato da una politica verticale sui settori. – rincara il sindacalista – Oggi non c’è una politica verticale e lo stato, il Governo non ha strumenti verticali per operare”.

L’altro tema è la dimensione d’impresa e la stabilità occupazionalecontinua -. L’Italia rispetto agli altri Paesi europei ha una dimensione d’impresa troppo piccola, abbiamo bisogno di una dimensione d’impresa più grande dentro la transizione, che è accompagnata ovviamente anche da una stabilità dei rapporti di lavoro, intorno a questi elementi o c’è una scelta da parte del Governo di affrontare, oppure noi non stiamo a farci chiudere gli stabilimenti”.

“Lo sciopero è una possibilità” – ci ripete – “che valuteremo, ovviamente ne dovremmo discutere anche con FILM e UILM per quanto riguarda i metalmeccanici ma riguarda anche i chimici e le organizzazioni di CISL e UIL. Non è una decisione che prendiamo da soli io e il segretario Generale della Filctem

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