Sostegno, Continuità Confermata per il 2026/2027: Come Funziona Davvero la Riconferma dei Docenti

La continuità didattica sul sostegno sarà confermata anche per i prossimi due anni scolastici, 2026/2027 e 2027/2028. Dopo la prima applicazione dello scorso anno, il meccanismo resta sostanzialmente invariato, sia nelle modalità che nelle scadenze. Tuttavia, è fondamentale chiarire bene come funziona per evitare fraintendimenti, soprattutto tra le famiglie.

Richiesta delle famiglie: non è automatica

Il primo punto da chiarire riguarda il ruolo delle famiglie. Entro il 31 maggio, ogni scuola mette a disposizione un modulo con cui i genitori possono chiedere la riconferma del docente di sostegno.

Si tratta però solo di una richiesta, non di un diritto automatico. La firma del modulo non garantisce in alcun modo che il docente venga confermato. Avvia semplicemente un iter amministrativo che dovrà rispettare precise condizioni.

Quando la continuità non è possibile

Non tutti i docenti possono essere riconfermati. Sono esclusi, ad esempio, i casi di alunni in classi terminali, come l’ultimo anno della primaria o della secondaria.

Sono esclusi anche i docenti con supplenze brevi o temporanee. La continuità è possibile solo per incarichi al 30 giugno o al 31 agosto.

Per i docenti non specializzati, inoltre, la riconferma è ammessa solo se l’incarico proviene da GPS sostegno o graduatorie incrociate, non da interpello o graduatorie di istituto.

Il ruolo del dirigente e del docente

Dopo la richiesta delle famiglie, il dirigente scolastico verifica la presenza dei requisiti e acquisisce il parere del docente interessato entro il 15 giugno.

Questa disponibilità non è vincolante. Il docente può cambiare idea successivamente, soprattutto in base alle opportunità che emergeranno durante le nomine estive.

Se tutte le condizioni sono rispettate, la scuola trasmette la richiesta all’Ufficio scolastico.

Domanda supplenze e algoritmo: cosa succede dopo

Durante l’estate, il docente dovrà comunque compilare la domanda delle 150 preferenze, come ogni anno. Anche in presenza della richiesta di continuità, non esiste alcuna garanzia.

La riconferma entra in gioco solo se il posto resta disponibile dopo trasferimenti e immissioni in ruolo. A quel punto interviene il cosiddetto “bollettino zero”, una procedura tecnica che valuta se il docente avrebbe ottenuto una nomina.

Se la risposta è positiva, il docente può essere riconfermato. In caso contrario, seguirà le normali assegnazioni.

Il risultato è un sistema complesso, dove la continuità resta una possibilità, ma mai una certezza.