“Scuole in DAD a Maggio? La Crisi Può Cambiare lo Scenario”. Intervista a Marcello Pacifico [ANIEF]

La crisi internazionale e il tema dei consumi energetici tornano al centro del dibattito anche per scuola e pubblica amministrazione. Il presidente Anief, Marcello Pacifico, dopo le dichiarazioni di alcuni giorni fa sull’ipotesi di un ritorno alla DAD, da maggio, interviene sul possibile ricorso alla didattica on line e smart working, rassicurando però famiglie e studenti sulla conclusione dell’anno scolastico.

Didattica a distanza e smart working: ipotesi o rischio reale?

Presidente Pacifico, nei giorni scorsi ha parlato sia di una possibile didattica a distanza sia di un ritorno allo smart working nella pubblica amministrazione per ridurre i consumi energetici: si tratta di scenari concreti nel breve periodo oppure di ipotesi legate a un eventuale peggioramento della crisi internazionale?

Dipende dalla situazione internazionale, ma dobbiamo essere vigili. Per quest’anno possiamo chiudere in presenza. Se dovessero approvare procedure sulla razionalizzazione delle risorse, potremmo pensare almeno agli organi collegiali online.

Il messaggio a famiglie e studenti

Le sue dichiarazioni hanno acceso un forte dibattito e sollevato preoccupazioni tra le famiglie: quale messaggio si sente di dare oggi a studenti e genitori per rassicurarli sul regolare svolgimento delle lezioni in presenza?

Le scuole, ad oggi, possono concludere la didattica in presenza. Manca poco alla fine dell’anno. Anche se si dovesse ricorrere allo smart working per i dipendenti pubblici, la scuola deve essere l’ultima a chiudere.

Smart working e trasporti: una soluzione possibile?

Considerando che anche dal governo, in particolare dal ministro Pichetto Fratin, si parla di valutazioni in corso su di un Piano di contenimento dei consumi, ritiene che lo smart working per i dipendenti pubblici possa rappresentare una soluzione concreta e sostenibile, anche per alleggerire il sistema dei trasporti?

Certamente. Nella scuola abbiamo un alto tasso di pendolari e servono risorse per compensare le maggiori spese. Vale a dire ristori per il personale scolastico.

Cosa può succedere se la crisi peggiora

Se la crisi energetica dovesse aggravarsi, pensa che scuola e pubblica amministrazione possano essere tra i primi settori coinvolti da eventuali misure straordinarie, come DAD e lavoro agile? E soprattutto, quali criteri dovrebbero guidare scelte così delicate per evitare disagi a famiglie e lavoratori?

Ad oggi i dati indicano che possiamo concludere l’anno scolastico. Tutto dipende però dalla situazione internazionale. Prima finirà la guerra in Medio Oriente, prima potremo tornare alla normalità. Le famiglie e il mondo della scuola non vogliono la DAD, che ha segnato profondamente studenti e lavoratori. Abbiamo lanciato un allarme perché questa crisi potrebbe cambiare ancora una volta le nostre abitudini. Ma la scuola deve rimanere aperta.