La crisi internazionale e le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente stanno spingendo il governo a preparare nuove misure per contenere i consumi energetici. Secondo quanto emerge da fonti del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica e riportato da Ansa, si sta lavorando a un possibile provvedimento basato sul Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale del 2023.
L’obiettivo è chiaro: ridurre rapidamente i consumi di energia in caso di peggioramento della situazione, anche attraverso interventi diretti sulla vita quotidiana di cittadini e lavoratori.
Smart working: possibile ritorno per ridurre i consumi
Tra le misure allo studio c’è il ritorno dello smart working nella pubblica amministrazione. Non si tratterebbe di una chiusura totale degli uffici, ma di una gestione più flessibile.
L’ipotesi più concreta è quella di un lavoro agile che verrebbe attuato obbligatoriamente (per vederne gli effetti sul risparmio energetivo) a giorni alterni, ad esempio:
presenza in ufficio 2-3 giorni a settimana lavoro da casa nei restanti giorni
In questo modo si ridurrebbero:
consumi energetici negli edifici pubblici spostamenti quotidiani pressione su trasporti e carburanti
Una soluzione simile era già stata adottata durante la pandemia, ma in questo caso sarebbe legata esclusivamente alla politica di austerità.
Auto ferme e targhe alterne: come potrebbe funzionare il Divieto di Circolazione
Accanto allo smart working, il governo valuta anche misure sui trasporti come il divieto di circolazione. Tra queste torna l’ipotesi delle auto a targhe alterne, già utilizzata in passato durante emergenze ambientali e crisi energetiche.
Per fare un esempio lo schema potrebbe essere simile a questo:
lunedì: circolano solo targhe pari martedì: circolano solo targhe dispari alternanza per tutta la settimana
Questa misura servirebbe a ridurre il consumo di carburanti e le emissioni, soprattutto nelle grandi città.
Non si esclude anche un possibile razionamento dei carburanti o limiti più stringenti all’uso dei veicoli privati, come già suggerito dall’Agenzia internazionale dell’energia.
Le altre misure possibili
Il piano prevede una progressione degli interventi in base alla gravità della crisi. Tra le misure allo studio:
riduzione delle temperature di riscaldamento e condizionamento
limitazioni ai viaggi dei dipendenti pubblici (tra cui anche le gite scolastiche?)
campagne per il risparmio energetico incentivi al trasporto pubblico
In scenari più gravi si potrebbe arrivare anche a interventi su scuole e università o a riduzioni delle forniture energetiche alle imprese.
Un piano legato all’evoluzione della crisi
Al momento si tratta di ipotesi, ma il quadro è chiaro. Gli stoccaggi di gas sono al 44% e, in caso di blocco delle forniture, l’Italia avrebbe scorte limitate.
Per questo il ministro Gilberto Pichetto Fratin dovrà presentare a breve le possibili misure alla presidente del Consiglio. Tutto dipenderà dall’evoluzione del conflitto: più la crisi si prolunga, più sarà probabile l’attivazione di queste misure.
Nel frattempo, lo scenario di smart working e auto ferme torna concretamente sul tavolo.




