Arriva una novità importante per chi è vicino alla pensione e per i giovani in cerca di lavoro. La nuova legge annuale sulle Piccole e Medie Imprese (non superano i 250 dipendenti) introduce una sperimentazione che unisce due obiettivi: accompagnare i lavoratori senior verso l’uscita e favorire nuove assunzioni.
Il meccanismo è semplice nella logica, ma ha un dettaglio decisivo: uno sconto sui contributi fino a 3.000 euro l’anno per chi sceglie il part-time prima della pensione.
Vediamo meglio nel dettaglio.
Cos’è la staffetta generazionale prevista dalla legge
La misura, prevista dall’articolo 6 della Legge 11 marzo 2026, n. 34, introduce una forma di “staffetta generazionale”. In pratica:
- un lavoratore vicino alla pensione può ridurre l’orario di lavoro,
- mentre l’azienda assume un giovane under 35 a tempo indeterminato.
Non è quindi solo un’agevolazione individuale, ma uno scambio: meno lavoro per chi sta per uscire, più opportunità per chi deve entrare.
La sperimentazione sarà attiva nel 2026 e 2027 e riguarderà un numero limitato di persone: 1.000 lavoratori.
Come funziona il part-time agevolato prima della pensione
Chi aderisce può trasformare il proprio contratto da tempo pieno a part-time, con una riduzione dell’orario tra il 25% e il 50%. Il comma 4 stabilisce però dei limiti. Possono farlo i lavoratori:
- con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato,
- con datori di lavoro privati che occupano fino a cinquanta dipendenti,
- con anzianità contributiva precedente al 1° gennaio 1996,
- in possesso dei requisiti idonei a conseguire, entro il 1° gennaio 2028, l’accesso alla pensione di vecchiaia e anticipata.
Questo significa che rispetta tali condizioni può lavorare meno negli ultimi anni prima della pensione, senza però compromettere troppo l’assegno futuro. Infatti, la legge prevede dei meccanismi di tutela proprio per evitare penalizzazioni.
Il punto chiave: un bonus fino a 3.000 euro
La novità più interessante è contenuta nel comma 5 della norma. Per il lavoratore che passa al part-time:
- viene azzerata la quota di contributi previdenziali a suo carico,
- nel limite massimo di 3.000 euro riparametrato su base mensile.
In parole semplici, significa che una parte dei contributi che normalmente verrebbero trattenuti in busta paga non viene più pagata. Il risultato è immediato: uno stipendio netto più alto rispetto a un normale part-time.
Perché questo sconto è importante
Di solito, quando si passa al part-time:
- si guadagna meno,
- si versano meno contributi,
- si rischia di ridurre anche la pensione futura.
Con questa misura, invece, succede qualcosa di diverso. Lo Stato, infatti, interviene per alleggerire il peso dei contributi, permettendo al lavoratore di mantenere un netto più sostenibile e non perdere completamente la copertura previdenziale. È proprio questo il senso dei 3.000 euro: compensare, almeno in parte, la riduzione dello stipendio.
La pensione è tutelata: cosa cambia davvero
Un altro aspetto importante è che la legge non si limita allo sconto immediato. Allo stesso tempo, la pensione è tutelata. Per i periodi non lavorati, infatti, viene riconosciuta la cosiddetta contribuzione figurativa, ossia contributi “virtuali” utili per la pensione. Inoltre, è possibile cumulare diversi periodi contributivi per raggiungere i requisiti pensionistici.
Lo prevede il comma 6: “Al lavoratore impiegato a tempo parziale o comunque sulla base di un regime orario ridotto ai sensi dei commi 1 e 4 è riconosciuta altresì, fino alla data del 31 dicembre 2027, ovvero fino alla data effettiva di pensionamento, se anteriore, l’integrazione dei versamenti contributivi sino a concorrenza della quota di retribuzione non percepita per effetto della trasformazione del contratto di lavoro. Per i periodi di riduzione della prestazione lavorativa è riconosciuta la contribuzione figurativa commisurata alla retribuzione corrispondente alla prestazione lavorativa non effettuata, nel limite di spesa pari a euro 3,7 milioni per l’anno 2026 e a euro 5 milioni per l’anno 2027“.
In pratica si lavora meno continuando però a costruire il percorso verso la pensione.
La condizione obbligatoria: assumere un giovane
Lo sconto fino a 3.000 euro non è automatico. Come anticipato, per ottenerlo, l’azienda deve assumere contemporaneamente un lavoratore under 35 con contratto stabile. È questo il cuore della staffetta generazionale.
Senza questa assunzione il beneficio non viene riconosciuto. L’obiettivo è chiaro: non solo accompagnare l’uscita, ma creare nuova occupazione.




