Tra il 27 e il 28 aprile molti beneficiari dell’Assegno di Inclusione hanno ricevuto accrediti più bassi del previsto, con riduzioni medie intorno ai 150 euro. Una situazione che ha generato dubbi e segnalazioni, ma che nella maggior parte dei casi ha una spiegazione precisa legata ai meccanismi di calcolo della prestazione.
Perché l’importo dell’ADI può diminuire
L’Assegno di Inclusione non è una somma fissa. Viene calcolato in base al reddito familiare e tiene conto di tutte le entrate percepite nel nucleo.
Questo significa che alcune prestazioni vengono automaticamente considerate e quindi sottratte dall’importo finale. Tra queste rientrano:
- maternità comunale percepita nell’anno,
- Carta acquisti,
- redditi da lavoro, anche di pochi mesi, comunicati tramite ADI-Com,
- pensioni, sia dirette che indirette, comprese quelle sociali.
Non si tratta quindi di errori casuali, ma di un sistema che ricalcola l’importo sulla base dei dati aggiornati.
Lavoro e ADI: cosa succede dopo la comunicazione
Un punto particolarmente delicato riguarda chi ha lavorato anche solo per periodi brevi.
Quando viene presentato il modello ADI-Com, l’INPS aggiorna il reddito familiare. Questo può comportare una riduzione dell’assegno nei mesi successivi.
Anche contratti di pochi mesi incidono direttamente sull’importo, perché vengono considerati nel calcolo complessivo del beneficio.
Come controllare se ci sono decurtazioni
Per verificare la propria situazione è possibile rivolgersi a un CAF oppure controllare direttamente online.
Sul sito INPS basta accedere con SPID, CIE o CNS e seguire questi passaggi:
- cercare “Assegno di inclusione”
- entrare in “Gestione della domanda”
- accedere ai dettagli tramite la sezione “Azioni”
Qui è possibile verificare:
- importi pagati
- eventuali riduzioni
- stato della domanda (ad esempio “sospesa per accertamento”)
Attraverso la funzione di dettaglio è possibile controllare anche il reddito familiare calcolato e la scala di equivalenza utilizzata.
Attenzione ai dati: da qui dipende tutto
In molti casi le riduzioni dipendono da informazioni già presenti negli archivi. Per questo è fondamentale controllare i dati aggiornati: da lì dipende l’importo finale dell’ADI.




