In Pensione 7 Anni Prima: Svolta per i Nati tra il 1967 e il 1969

PENSIONI

Una novità importante per chi guarda alla pensione anticipata. Il nuovo decreto Lavoro, approvato dal Consiglio dei Ministri in occasione del Primo Maggio, allunga i tempi di una misura molto utilizzata dalle aziende. Si tratta dell’isopensione, che continuerà a offrire un’uscita anticipata più ampia rispetto al previsto. Ecco cosa cambia e chi può beneficiarne.

Come funziona l’isopensione

L’isopensione è uno strumento pensato per accompagnare alla pensione i lavoratori più anziani, soprattutto in caso di riorganizzazioni aziendali.

Funziona attraverso un accordo tra azienda e sindacati. È però fondamentale un aspetto: il costo non è a carico dello Stato. Infatti:

  • l’azienda paga l’assegno al lavoratore fino alla pensione,
  • copre anche i contributi figurativi per gli anni di anticipo,
  • l’INPS si occupa solo dell’erogazione materiale.

Si tratta quindi di una misura utilizzata soprattutto da aziende medio-grandi, con almeno 15 dipendenti.

Isopensione prorogata fino al 2029: cosa prevede il decreto

Il DECRETO-LEGGE 30 aprile 2026, n. 62 introduce una proroga importante: il regime dell’isopensione viene esteso fino al 2029.

In particolare, resta valido l’anticipo massimo di 7 anni rispetto alla pensione. Una possibilità che, senza questo intervento, sarebbe stata ridotta a 4 anni a partire dal 1° gennaio 2027.

Chi riguarda la proroga fino al 2029

L’estensione della misura amplia la platea dei beneficiari. Ne possono trarre vantaggio:

  • i lavoratori che matureranno i requisiti nei prossimi anni (ad esempio le persone nate tra il 1967 e il 1969),
  • chi si avvicina alla pensione ma non rientrava più nei 7 anni di anticipo.

Senza la proroga, molti di questi lavoratori sarebbero rimasti esclusi, perché troppo lontani dalla pensione per rientrare nei limiti previsti dopo il 2026.

Pensione anche a 60 anni: perché cambia tutto

Grazie alla proroga, continuerà a essere possibile lasciare il lavoro con largo anticipo. In concreto:

  • si potrà andare in pensione anche intorno ai 60 anni,
  • oppure con circa 35 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne).

Senza la proroga, dal 2027 i requisiti sarebbero diventati più rigidi, con uscita più vicina ai 63 anni o con molti più contributi.

Per questo motivo, la misura rappresenta un’opportunità importante per molti lavoratori che si trovano nella fase finale della carriera. Inoltre, facilita il ricambio generazionale, permettendo l’ingresso di nuovi lavoratori nelle imprese.