Alla cassa del supermercato capita spesso il dubbio: posso usare tutti i buoni pasto che ho nel portafoglio o c’è un limite preciso? La risposta non è così immediata come sembra, perché entra in gioco un doppio livello di regole: quello fissato dalla legge e quello deciso dai singoli negozi. Ed è proprio da questa combinazione che nascono molti equivoci.
Cerchiamo di fare chiarezza.
Le regole dei supermercati sull’uso dei buoni pasto
Nella pratica quotidiana, la prima “regola” che incontri non è quella dello Stato, ma quella del punto vendita.
Ogni supermercato o esercizio convenzionato può infatti stabilire condizioni proprie sull’utilizzo dei buoni pasto. Questo significa che, anche se esiste un limite legale, non è detto che venga sempre applicato nella sua forma piena.
Alcuni negozi accettano tutti i ticket consentiti, altri invece pongono limiti più stringenti. A volte viene ridotto il numero di buoni utilizzabili, altre volte si introduce un tetto legato all’importo della spesa. Non mancano nemmeno restrizioni su specifiche categorie di prodotti.
Il risultato? Due spese identiche, in due supermercati diversi, possono essere pagate in modo completamente differente.
Il limite vero: cosa dice la normativa
Solo dopo aver chiarito questo aspetto pratico, ha senso guardare alla legge.
La normativa italiana stabilisce che i buoni pasto possono essere utilizzati insieme, ma fino a un massimo di 8 per singola operazione. Questo è il tetto ufficiale, valido su tutto il territorio nazionale, stabilito dall’art. 4 del D.M. 7 giugno 2017 n. 122, che disciplina le caratteristiche e le modalità di utilizzo dei ticket. Limite confermato oggi nell’Allegato II.17 del D.Lgs. 36/2023, che ha riordinato la disciplina mantenendo invariato il limite.
Un dettaglio importante: il limite non è giornaliero. Riguarda esclusivamente la singola transazione. In altre parole, il vincolo si applica ogni volta che si paga, non al totale dei buoni usati in un giorno.
Pertanto, una persona in uno stesso giorno può fare due spese separate e pagarle entrambe con i buoni pasto: una per esempio con 6 buoni pasto e l’altra con 4. In questo caso, nessuna delle due transazioni supera 8 buoni pasto. Pertanto, anche se in totale se ne sono usati 10, si rientra nei limiti previsti dalla legge.
Buoni pasto più alti nel 2026: cosa cambia davvero
La Legge di Bilancio 2026 previsto un aumento del valore dei buoni pasto, passato da 8 a 10 euro.
Si tratta di una novità importante perché incide direttamente sul potere di acquisto dei lavoratori: a parità di numero di ticket utilizzabili, cresce l’importo complessivo che si può spendere.
Questo però non modifica il limite di utilizzo per singola transazione. In pratica, resta il tetto massimo di 8 buoni, ma il valore totale della spesa pagabile con i ticket può essere più elevato rispetto al passato.
Una regola valida per tutti i lavoratori
Il limite degli 8 buoni vale allo stesso modo per chi lavora nel pubblico e per chi è impiegato nel settore privato.
La normativa, infatti, non guarda al tipo di datore di lavoro ma allo strumento in sé. I buoni pasto seguono regole uniche, indipendentemente dal contesto lavorativo in cui vengono erogati.
Come si comportano davvero i supermercati con i buoni pasto
Quando si prova a utilizzare più buoni del consentito, il sistema può rifiutare l’operazione oppure il personale alla cassa può intervenire.
In questi casi, la soluzione è semplice ma inevitabile: pagare la parte restante con un altro metodo. È una situazione comune, soprattutto quando non si conoscono in anticipo le regole del punto vendita.
Per evitare problemi alla cassa, la strategia più efficace è informarsi prima. Sul sito di Edenred, per esempio, è presente la lista dei locali che accettano i buoni pasto.
Questo perché ogni punto vendita può avere condizioni diverse, e conoscerle in anticipo permette di gestire meglio la spesa. Per esempio:
- alla Coop, per ogni spesa possono essere utilizzati massimo 8 buoni pasto dello stesso emittente e intestati alla stessa persona, limitatamente all’acquisto di soli beni alimentari. Sono esclusi ad esempio liquori, utenze e carte regalo.
- Anche all’Esselunga per ogni spesa possono essere utilizzati massimo 8 Buoni Pasto dello stesso emittente e intestati alla stessa persona, limitatamente all’acquisto di beni alimentari.
- Altri supermercati, invece, non accettano buoni pasto, né cartacei né digitali.
La presenza di un limite legale chiaro farebbe pensare a un sistema semplice. In realtà, la libertà lasciata ai supermercati complica le cose e alimenta convinzioni sbagliate.



