Il bonus sport per i figli continua a essere una delle agevolazioni fiscali più utilizzate dalle famiglie italiane in fase di dichiarazione dei redditi. Tuttavia, nonostante l’aumento dei costi per palestre, piscine e associazioni sportive, i limiti della detrazione sono rimasti invariati nel tempo. Questo rende il beneficio reale molto più contenuto rispetto alle spese effettivamente sostenute.
Spese sportive figli: cosa si può portare in detrazione
La normativa prevede una detrazione Irpef del 19% sulle spese sportive sostenute per i figli di età compresa tra 5 e 18 anni. Sono comprese le spese per iscrizioni annuali e abbonamenti a strutture sportive dilettantistiche, come palestre, piscine e associazioni.
Ed è proprio qui che emerge il primo limite: l’importo massimo detraibile è fissato a 210 euro per ciascun ragazzo. Questo significa che, anche se si spendono cifre più alte durante l’anno, la detrazione si calcola comunque su questo tetto massimo.
Quanto si recupera davvero con il modello 730
Facendo i conti, il beneficio reale è piuttosto ridotto. Il 19% di 210 euro corrisponde infatti a 39,90 euro di sconto fiscale. Una cifra che può anche essere divisa tra i genitori, nel caso in cui la spesa venga ripartita.
Di conseguenza, il rimborso ottenuto con il modello 730 risulta limitato, soprattutto se confrontato con i costi medi delle attività sportive per i ragazzi. Non a caso, questo limite è fermo dal 2006 (venti anni fa) e non è mai stato aggiornato.
Requisiti e limiti di reddito per ottenere il bonus
Per poter usufruire della detrazione è necessario rispettare alcune condizioni precise. In primo luogo, il pagamento deve essere effettuato con strumenti tracciabili. Inoltre, il bonus spetta per intero solo se il reddito complessivo non supera i 120mila euro.
Superata questa soglia, la detrazione si riduce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 240mila euro di reddito. Un ulteriore elemento che incide sull’effettivo vantaggio fiscale per le famiglie.




