Cresce l’attesa per uno dei bonus più richiesti dalle famiglie italiane. Dopo settimane di domande inviate, lavorazioni avviate e pochissimi accrediti già partiti, maggio potrebbe finalmente essere il mese dello sblocco dei primi pagamenti su larga scala.
Nelle ultime settimane molti utenti hanno segnalato pratiche ferme, richieste “in lavorazione” e assenza di date certe per l’accredito. Una situazione che ha creato dubbi e preoccupazioni, soprattutto tra chi aspetta il rimborso da mesi.
Bonus nido INPS: a chi spetta, requisiti e importi previsti
Il contributo di cui si parla è il bonus nido INPS, l’agevolazione destinata alle famiglie con figli piccoli iscritti agli asili nido pubblici o privati autorizzati. La misura serve ad aiutare i genitori a sostenere le spese per la frequenza del nido oppure, in alcuni casi specifici, per forme di assistenza domiciliare dedicate ai bambini con gravi patologie croniche.
Il bonus può essere richiesto dalle famiglie con figli fino a 3 anni e l’importo (massimo 3.600 euro annui) varia in base all’ISEE minorenni presentato. Il contributo viene erogato direttamente dall’INPS dopo la verifica della domanda e della documentazione caricata dal richiedente. Si tratta quindi di un rimborso.
Le domande per il 2026 sono state aperte gli ultimissimi giorni di marzo e proprio da quel momento è iniziato il flusso massiccio di richieste.
Ad aprile partite le lavorazioni: pochi però hanno già ricevuto il pagamento
Nel mese di aprile l’INPS ha iniziato le prime prese in carico delle pratiche. Molti utenti hanno visto comparire sul portale gli aggiornamenti relativi alla lavorazione della domanda, ma solo una parte molto ridotta dei richiedenti ha effettivamente ricevuto l’accredito.
La situazione ha generato numerose richieste di chiarimento sui tempi necessari per ottenere il pagamento, soprattutto tra le famiglie che avevano inoltrato la domanda già nei primi giorni di apertura della procedura.
Secondo quanto emerso dalle sedi territoriali, le pratiche stanno avanzando progressivamente ma i volumi sono particolarmente elevati e questo sta inevitabilmente rallentando gli accrediti.
Bonus Nido, “Domande lavorate in ordine cronologico”
A fare chiarezza è stata anche la sede INPS di Siracusa, che a un utente ha spiegato come le domande vengano elaborate seguendo l’ordine cronologico di presentazione.

L’istituto ha inoltre sottolineato che, vista la grande quantità di richieste ricevute, al momento non è possibile fornire una tempistica precisa uguale per tutti i beneficiari.
Questo significa che chi ha inviato la domanda prima potrebbe vedere l’accredito prima degli altri, ma senza una data ufficiale già definita dall’INPS.
Maggio può essere il mese dello sblocco dei pagamenti
Nonostante i rallentamenti iniziali, maggio viene considerato il mese più probabile per l’avvio dei primi pagamenti massivi del bonus.
Il motivo è legato ai tempi tecnici di lavorazione delle pratiche. In media, infatti, l’INPS impiega circa 30 giorni per completare verifiche e controlli necessari prima di autorizzare l’accredito. In particolare:
- per il pagamento del contributo per forme di supporto presso la propria abitazione, i 30 giorni decorrono dalla data di presentazione della domanda, oppure, dalla data di allegazione della certificazione medica, se successiva;
- per il pagamento del contributo asilo nido mensile i 30 giorni decorrono dalla data di allegazione dei documenti relativi a ciascuna mensilità.
Dal momento che le domande del bonus sono partite a fine marzo e le lavorazioni hanno preso ritmo durante aprile, molte pratiche potrebbero arrivare a conclusione proprio nel corso di maggio. Per questo motivo cresce l’attesa tra le famiglie che aspettano il rimborso e controllano quotidianamente lo stato della domanda sul portale INPS.
Come controllare lo stato della domanda
Chi ha presentato richiesta può monitorare l’avanzamento della pratica direttamente accedendo alla propria area personale sul sito INPS tramite SPID, CIE o CNS. Nella sezione dedicata al bonus è possibile verificare se la domanda risulta:
- acquisita,
- in lavorazione,
- accolta,
- oppure già pagata.
In caso di documentazione mancante o errori, l’INPS può anche richiedere integrazioni prima di procedere con il pagamento definitivo




