Dal 14 maggio è possibile inviare il modello 730 precompilato direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Una possibilità utilizzata sempre più spesso dai contribuenti che scelgono il “fai da te” senza rivolgersi a CAF o professionisti. Questo però può costare degli errori: la possibilità di rettifica c’è, ma solo una volta ed entro una determinata scadenza.
Per questo motivo, è meglio non avere fretta, essere prudenti e controllare tutto con attenzione prima di procedere con l’invio.
Si può inviare il 730 precompilato
Dal 14 maggio il modello 730 precompilato per effettuare la dichiarazione dei redditi può essere trasmesso online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate.
Sempre più contribuenti scelgono di fare tutto in autonomia: lo scorso anno i modelli inviati senza intermediari sono stati circa 5 milioni.
Dopo l’invio, però, non tutto è definitivo. Qualora ci si accorgesse di aver sbagliato qualcosa, l’Agenzia delle Entrate consente infatti di annullare la dichiarazione già trasmessa e inviarne una nuova, ma soltanto entro termini precisi.
Errori nel 730 già inviato: quando si può annullare
Dal 19 maggio sarà possibile annullare autonomamente il 730 già trasmesso e sostituirlo con una nuova dichiarazione corretta. Attenzione però: questa operazione può essere effettuata una sola volta e fino al 22 giugno.
Oltre alla scadenza, per procedere all’annullamento devono essere rispettate anche alcune condizioni specifiche:
- la ricevuta dell’invio deve risultare con stato “Elaborato”;
- bisogna accedere con le stesse credenziali usate per l’invio;
- se è stato compilato anche il modello Redditi aggiuntivo o correttivo, occorre prima cancellare quei dati tramite la funzione “Ripristina”.
Una volta annullato il 730, viene eliminato automaticamente anche l’eventuale modello F24 predisposto. Le ricevute dell’annullamento resteranno comunque disponibili nell’area personale. Nel caso di dichiarazione congiunta, l’annullamento può essere richiesto soltanto dal dichiarante.
L’invio della nuova dichiarazione, poi, può essere fatto dopo che sono passate 24/48 ore dall’annullamento della precedente.
E dopo il 22 giugno cosa succede?
Se l’errore viene scoperto dopo il termine per l’annullamento, esistono comunque altre possibilità per correggere la dichiarazione. Non tutto è perduto.
Il contribuente potrà infatti:
- presentare il modello Redditi correttivo entro il 2 novembre;
- oppure inviare un 730 integrativo entro il 26 ottobre.
In quest’ultimo caso, però, sarà necessario rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato.
Conviene davvero inviare subito il 730?
Anche se dal 14 maggio il modello 730 precompilato in autonomia è trasmissibile, molti esperti invitano comunque alla prudenza. Il motivo riguarda le anomalie emerse nelle Certificazioni Uniche 2026, soprattutto quelle collegate all’INPS.
Quindi, quelle relative a redditi frutto di NASpI, cassa integrazione o maternità.
In diversi casi sarebbero presenti errori o dati incompleti sulla tipologia di reddito da lavoro dipendente. Un dettaglio che può sembrare tecnico ma che in realtà incide direttamente sul riconoscimento di detrazioni e benefici fiscali. Tradotto: il rischio è perdere soldi senza accorgersene.
L’Agenzia delle Entrate ha già corretto alcuni errori
L’Agenzia delle Entrate ha spiegato che diversi sostituti d’imposta, compreso l’INPS, hanno già inviato certificazioni rettificative per correggere alcune anomalie.
Tuttavia il problema non sarebbe ancora del tutto risolto. Ulteriori correzioni potrebbero arrivare nei prossimi giorni e non tutte le posizioni potrebbero essere sistemate immediatamente. Proprio per questo motivo, aspettare qualche giorno prima dell’invio potrebbe rivelarsi una scelta prudente.
Meglio aspettare o inviare subito?
Alla luce di quanto detto sulle anomalie emerse in questi giorni sulle Certificazioni Uniche, il consiglio è quello di procedere con prudenza prima dell’invio del 730 precompilato. E questo vale non soltanto per chi ha ricevuto NASpI, cassa integrazione o altre prestazioni INPS, ma anche per chi ha un normale datore di lavoro e pensa di non avere particolari criticità nella propria CU.
Come detto, infatti, la possibilità di correggere la dichiarazione esiste, ma solo entro termini precisi e soprattutto una sola volta fino al 22 giugno. Per questo motivo conviene controllare con attenzione tutti i dati prima dell’invio, aspettando eventualmente qualche giorno in più per verificare l’arrivo di eventuali certificazioni corrette o aggiornamenti nel cassetto fiscale.
La fretta di ottenere prima il rimborso in busta paga potrebbe infatti trasformarsi nel rischio di perdere detrazioni o agevolazioni fiscali senza accorgersene.




