INPS, Nuove Regole sul TFR dei Dipendenti: Stop Sanzioni Fino al 16 Luglio

Cambiano le regole sul versamento del TFR al Fondo Tesoreria INPS e per molte aziende arriva una proroga importante. L’Istituto ha infatti concesso più tempo ai datori di lavoro obbligati per la prima volta al conferimento delle quote di trattamento di fine rapporto.

La novità riguarda soprattutto le imprese che nel 2025 hanno raggiunto nuove soglie occupazionali e che ora devono adeguarsi ai versamenti previsti dalla normativa. Intanto è stata confermata anche una sanatoria che permette di regolarizzare gli arretrati senza pagare sanzioni o interessi.

Cosa cambia per il Fondo Tesoreria INPS

Dal 1° gennaio 2026 sono entrate in vigore nuove regole sul Fondo Tesoreria INPS, il sistema dove confluiscono le quote di TFR dei lavoratori dipendenti del settore privato nelle aziende sopra determinate soglie dimensionali.

La Legge di Bilancio 2026 ha infatti modificato i criteri per stabilire quali aziende sono obbligate al versamento del TFR al Fondo:

  • per il biennio 2026-2027 l’obbligo scatta per le imprese con una media di almeno 60 dipendenti;
  • dal 2028 la soglia tornerà a 50 lavoratori;
  • dal 2032 scenderà ulteriormente a 40 dipendenti.

Chi deve versare il TFR al Fondo Tesoreria

L’obbligo riguarda i datori di lavoro del settore privato che superano le suddette soglie dimensionali stabilite dalla legge. Il calcolo viene effettuato sulla media annuale dei dipendenti dell’anno di paga precedente. Per il 2026, quindi, si prende come riferimento la forza occupazionale del 2025.

Le nuove regole coinvolgono anche aziende che in passato erano escluse dal Fondo Tesoreria e che adesso devono adeguarsi ai nuovi parametri.

Arriva la proroga: versamenti entro il 16 luglio 2026

La novità più importante riguarda però le scadenze.

Con il messaggio INPS n. 1511 del 6 maggio 2026, l’Istituto ha ufficializzato la proroga per i versamenti relativi ai primi sei mesi del 2026.

Le aziende interessate avranno tempo fino al 16 luglio prossimo per regolarizzare i contributi dovuti al Fondo Tesoreria. In precedenza il termine era fissato al 16 maggio, ma il nuovo Decreto Lavoro 2026 ha concesso due mesi aggiuntivi per permettere ai datori di lavoro di adeguarsi alle nuove disposizioni.

Sanatoria arretrati: niente sanzioni né interessi

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la possibilità di sanare gli arretrati senza costi aggiuntivi.

L’INPS ha chiarito che i versamenti effettuati entro il 16 luglio saranno considerati tempestivi anche se riferiti alle quote maturate da gennaio a giugno 2026. Questo significa che le aziende potranno mettersi in regola senza pagare:

  • sanzioni civili,
  • interessi,
  • somme aggiuntive.

Una misura pensata soprattutto per le imprese che rientrano per la prima volta nell’obbligo contributivo previsto dalla nuova normativa.

Come devono essere comunicati gli arretrati

INPS ha fornito informazioni anche sulla possibilità di mettersi in regola con i versamenti arretrati. Per la regolarizzazione delle quote pregresse l’Istituto ha confermato l’utilizzo del codice causale “CF05” nel flusso UniEmens. Questo codice dovrà essere utilizzato per indicare gli importi arretrati relativi alle quote di TFR maturate nei primi mesi del 2026.

Restano valide anche tutte le istruzioni operative già fornite dall’Istituto con la circolare INPS n. 12 del 5 febbraio 2026.

Perché questa novità sul TFR interessa molte aziende e lavoratori

Le modifiche introdotte nel 2026 ampliano la platea delle imprese coinvolte dal versamento del TFR al Fondo Tesoreria INPS. Molti datori di lavoro che fino allo scorso anno non erano soggetti all’obbligo devono ora aggiornare procedure contributive, gestione paghe e flussi UniEmens.

La proroga al 16 luglio rappresenta quindi una finestra utile per evitare errori, ritardi e sanzioni durante la fase di adeguamento alle nuove regole.

Per il dipendente, invece, non cambia nulla: questo continua a maturare normalmente il TFR e mantiene il diritto a riceverlo alla cessazione del rapporto di lavoro (o in anticipo, se previsto). Cambia solo il depositario delle somme.