Le consegne e le spedizioni in tutta Italia potrebbero essere a rischio tra il 25 e il 29 maggio a causa dello sciopero degli autotrasportatori, al momento ancora confermato. Solo il confronto previsto per il 22 maggio a Palazzo Chigi potrebbe cambiare lo scenario e scongiurare il fermo dei tir.
Sul tavolo ci sono le richieste delle associazioni di categoria, soprattutto legate al caro carburanti e agli extracosti che stanno pesando sulle imprese.
Sciopero autotrasporti confermato dal 25 al 29 maggio
Per ora la mobilitazione resta fissata per cinque giorni consecutivi, dal 25 al 29 maggio. Lo stop è stato annunciato dalle principali sigle dell’autotrasporto riunite in Unatras e riguarda le condizioni economiche del settore, sempre più difficili da sostenere. Le imprese del comparto lamentano infatti un aumento costante dei costi operativi, in particolare legati al carburante, che sta incidendo sulla sostenibilità delle attività quotidiane.
Al centro della protesta, come è facile immaginare, c’è soprattutto il tema del caro gasolio. Le associazioni chiedono misure più incisive per compensare l’aumento dei prezzi, in particolare il ripristino del rimborso accise nella misura precedente, considerata più efficace rispetto agli strumenti attualmente in vigore.
Il settore ritiene che le misure introdotte dal governo non siano sufficienti a coprire gli aumenti registrati negli ultimi mesi. A questo si aggiungono richieste legate alla semplificazione dei rimborsi e alla gestione dei crediti fiscali.
L’incontro del 22 maggio decisivo per evitare lo stop
Lo scenario potrebbe cambiare solo con il confronto previsto per venerdì 22 maggio a Palazzo Chigi, dove sono attesi la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini insieme ai rappresentanti di Unatras.
“Unatras prende atto della convocazione pervenuta da Palazzo Chigi per il giorno 22 maggio, che testimonia l’attenzione del Governo verso la critica situazione dell’autotrasporto italiano. Unatras, nel confermare le iniziative di confronto già programmate sul territorio, auspica che dall’incontro diretto con la Presidenza del Consiglio risultino le misure necessarie ed adeguate attese dalla categoria” si legge nel comunicato.
L’incontro sarà quindi determinante per capire se ci saranno risposte concrete tali da portare alla revoca o sospensione dello sciopero, oppure se lo stop del trasporto merci verrà confermato senza modifiche.
Sciopero autotrasportatori, possibili effetti su supermercati e distribuzione merci
Se lo sciopero dovesse partire senza accordi, potrebbero verificarsi:
- ritardi nelle consegne,
- difficoltà nella distribuzione delle merci su scala nazionale,
- effetti indiretti sulla regolarità delle spedizioni.
Il settore dell’autotrasporto è infatti centrale per il rifornimento di supermercati, carburanti e filiere industriali. Per questo motivo, l’incontro del 22 maggio sarà decisivo e si saprà se cittadini e consumatori devono temere scaffali vuoti e mancate consegne.




