Si sblocca la lavorazione della disoccupazione agricola 2026. Dopo settimane di attesa, stanno arrivando le prime segnalazioni di domande accolte sul fascicolo previdenziale e diversi lavoratori riferiscono che dal 18 maggio alcune pratiche risultano finalmente definite. Per molti braccianti agricoli è un segnale importante, soprattutto dopo i ritardi dell’anno passato.
Anche se i tempi restano lunghi, qualcosa sembra muoversi e nelle prossime settimane potrebbero aumentare rapidamente gli esiti visibili online.
Disoccupazione agricola, prime domande accolte
Nelle ultime ore diversi lavoratori agricoli stanno trovando aggiornamenti sul fascicolo previdenziale Inps. In alcuni casi la domanda di disoccupazione agricola risulta già “accolta”, mentre per altri è comparsa la lavorazione della pratica.
Al momento non si tratta ancora di una lavorazione massiva completata in tutta Italia, ma le segnalazioni indicano che INPS ha iniziato ad accelerare l’elaborazione delle domande presentate nel 2026 e relative alle giornate lavorate nei campi nel 2025.
Molti utenti attendono soprattutto:
- il cambio di stato della domanda (da in istruttoria ad accolta),
- l’accoglimento ufficiale,
- la comparsa della disposizione di pagamento.
Per questo motivo in queste ore il fascicolo previdenziale viene controllato continuamente da migliaia di operai agricoli.
Negli anni scorsi gli esiti arrivavano già a fine maggio
Dal 2021 al 2024 INPS aveva seguito uno schema abbastanza regolare per la disoccupazione agricola. In genere gli esiti delle domande sono sempre comparsi tra il 26 e il 28 maggio, con l’avvio dei pagamenti fissato intorno ai primi dieci giorni di giugno e disposizioni elaborate gradualmente in base alle aree geografiche.
Questo calendario aveva permesso a gran parte degli operai agricoli di ricevere l’indennità entro la prima metà di giugno.
Pure nel 2025 le cose sono andate più o meno così, anche se all’inizio di giugno erano ancora pochi i braccianti agricoli che vedevano la domanda accolta sul fascicolo previdenziale.
Anche per questo motivo molti lavoratori stanno confrontando la situazione attuale con quella degli anni precedenti e sperando che rispetto all’anno scorso ci sia un’accelerazione.
I tempi INPS per lavorare la disoccupazione agricola
Va comunque ricordato che la disoccupazione agricola ha tempi di lavorazione già molto lunghi per natura. INPS, infatti, può impiegare fino a 115 giorni per elaborare le domande. Questo significa che non tutte le pratiche vengono lavorate contemporaneamente e che i tempi possono cambiare da provincia a provincia.
Diversi fattori possono rallentare la procedura, per esempio:
- controlli contributivi,
- verifiche sui dati lavorativi,
- carichi di lavorazione delle sedi territoriali,
- anomalie nella domanda,
- aggiornamenti delle banche dati.
Per questo motivo alcune pratiche vengono accolte prima di altre anche tra lavoratori della stessa zona.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
Se il ritmo delle lavorazioni continuerà ad aumentare, tra fine maggio e inizio giugno potrebbero comparire molti più esiti sul fascicolo previdenziale. La fase decisiva sarà quella delle disposizioni di pagamento, che storicamente INPS suddivide per territori e sedi provinciali.
Chi ha presentato correttamente la domanda dovrà quindi monitorare il fascicolo previdenziale, soprattutto per controllare bene lo stato della pratica e/o eventuali comunicazioni INPS. La comparsa della data di pagamento sarà lo step finale prima dell’arrivo del bonifico vero e proprio.
Le prossime settimane saranno dunque fondamentali per capire se il calendario 2026 riuscirà a tornare più vicino ai tempi “ordinari” visti tra il 2021 e il 2024 oppure se si ripeteranno i rallentamenti registrati nel 2025.




