Statali, Aumenti e Indennità fanno Volare i Cedolini Paga: Fino al +15% Nei Ministeri

Non sono soltanto i rinnovi dei contratti nazionali a incidere sulle buste paga dei dipendenti pubblici. Negli ultimi anni una parte importante degli aumenti è arrivata anche da indennità aggiuntive, progressioni economiche, premi di produttività e fondi accessori. A evidenziarlo è il nuovo Rapporto semestrale sulle retribuzioni della Pubblica amministrazione pubblicato dall’Aran.

L’analisi prende in considerazione le “retribuzioni di fatto”, cioè gli importi realmente accreditati nei cedolini di ministeri, Agenzie fiscali ed enti pubblici come Inps e Inail. Tra il 2021 e il 2023, nelle Funzioni centrali, la retribuzione media è cresciuta del 13%.

Quanto hanno inciso i rinnovi contrattuali

Una parte della crescita deriva dal contratto 2019-2021, firmato definitivamente nel maggio 2022. Quel rinnovo ha prodotto un aumento medio del 3,3% sugli stipendi tabellari.

A questo si è aggiunto il conglobamento dell’indennità di amministrazione, che ha garantito un ulteriore +2,6%, oltre all’indennità di vacanza contrattuale relativa al triennio successivo, pari al +2,2%.

Ma a fare davvero la differenza sono state soprattutto le altre voci della busta paga. Le progressioni economiche e di carriera hanno inciso per circa l’1%, mentre premi di produttività e compensi di risultato hanno aggiunto un ulteriore +3,2%.

Ministeri e Agenzie fiscali guidano gli aumenti

Gli incrementi più elevati si registrano nei ministeri, dove le retribuzioni medie sono cresciute del 15,1% tra 2021 e 2023. Seguono le Agenzie fiscali con il +14,7%.

Più contenuta invece la crescita negli enti pubblici non economici, che si fermano al +6,5%.

Secondo il Rapporto Aran, una parte importante di questi aumenti è stata favorita anche dalle risorse aggiuntive destinate alle indennità di amministrazione e dagli interventi perequativi introdotti negli ultimi anni.

Scuola ed enti locali restano indietro

Situazione diversa per scuola ed enti locali. I comparti “Istruzione e ricerca” e “Funzioni locali”, che complessivamente contano circa 1,6 milioni di dipendenti, continuano a registrare aumenti più contenuti.

Nella scuola pesa soprattutto l’assenza di vere progressioni di carriera economica, mentre negli enti locali incidono fondi accessori più limitati e stipendi di base più bassi.

Nonostante gli aumenti degli ultimi anni, resta comunque il divario con l’inflazione. Tra il 2015 e il 2025 gli stipendi pubblici sono cresciuti mediamente del 14,9%, mentre il costo della vita è aumentato del 22,6%.