Dal mese di giugno 2026 cambieranno le regole per le assunzioni e per gli annunci di lavoro. I candidati avranno infatti il diritto di conoscere in anticipo la retribuzione prevista per la posizione oppure almeno la fascia salariale di riferimento.
La novitĂ arriva con l’entrata in vigore del decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 2023/970 sulla trasparenza salariale. L’attuazione – nel nostro ordinamento – è prevista entro il 7 giugno 2026. L’obiettivo è rafforzare la paritĂ retributiva tra uomini e donne e rendere piĂą trasparenti le selezioni del personale.
L’Italia è il primo grande Paese europeo ad aver completato il recepimento della direttiva, approvata definitivamente dal Consiglio dei ministri il 30 aprile.
Stop agli annunci senza stipendio indicato
Con le nuove regole, le aziende dovranno indicare negli annunci di lavoro la retribuzione iniziale oppure il range salariale previsto per quella posizione.
Non sarà quindi più sufficiente pubblicare offerte generiche senza riferimenti economici o con formule come “stipendio da definire”.
Le agenzie per il lavoro stanno già iniziando ad adeguarsi. Nel frattempo sostengono che circa l’80% degli annunci pubblicati contiene già informazioni sulla retribuzione o sulla fascia salariale.
Altre Agenzie, invece, hanno dichiarato che oggi solo il 10% delle offerte riporta dati economici, ma che da ora in avanti le aziende saranno obbligate a fornire queste informazioni.
Vietato chiedere quanto si guadagnava prima
Tra le novitĂ piĂą importanti c’è anche il divieto per i datori di lavoro di chiedere ai candidati quale fosse lo stipendio percepito nel precedente impiego. Un modo – subdolo – per orientare la trattativa del futuro lavoro.
Secondo gli operatori del settore, questa misura servirĂ soprattutto a evitare che si perpetuino differenze salariali penalizzanti, in particolare per le lavoratrici con carriere discontinue.
Le aziende dovranno quindi formulare le offerte economiche sulla base del valore della posizione e non degli stipendi precedenti del candidato.
I lavoratori potranno chiedere le retribuzioni medie
Le nuove norme introducono anche un diritto di informazione per chi è già assunto.
I dipendenti potranno chiedere – durante il rapporto di lavoro – per iscritto i livelli retributivi medi, distinti tra uomini e donne, relativi alle categorie che svolgono lo stesso lavoro o mansioni di pari valore.
Le aziende dovranno rispondere entro due mesi, spiegando i motivi alla base delle eventuali differenze salariali presenti all’interno dell’organizzazione.



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