Chi vince un ricorso contro l’INPS per ottenere l’invalidità civile o l’indennità di accompagnamento spesso pensa che gli arretrati vengano pagati immediatamente. In realtà non sempre accade così.
Molte famiglie, dopo anni di visite mediche, pratiche burocratiche e cause giudiziarie, scoprono che anche dopo il riconoscimento della prestazione bisogna attendere ancora settimane o mesi prima di vedere i soldi sul conto corrente.
Il percorso infatti non termina con il verbale positivo o con la decisione del giudice. Dopo il ricorso, l’INPS deve ancora liquidare la prestazione, elaborare gli arretrati ed emettere il modello TE08.
Ed è proprio in questa fase che nascono dubbi, attese e preoccupazioni.
Come funziona il ricorso contro l’INPS
Quando una domanda di invalidità civile o accompagnamento viene respinta, oppure viene riconosciuta una percentuale ritenuta insufficiente, il cittadino può avviare un ricorso giudiziario contro l’INPS.
La procedura passa nella maggior parte dei casi attraverso l’Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) previsto dall’articolo 445-bis del Codice di procedura civile.
Il giudice nomina un consulente tecnico d’ufficio (CTU) incaricato di effettuare una nuova valutazione medico-legale.
Se il CTU riconosce il diritto alla prestazione e non vi sono contestazioni:
- il giudice omologa il risultato;
- l’INPS deve adeguarsi;
- vengono riconosciuti anche gli arretrati maturati nel tempo.
A questo punto inizia la fase amministrativa che porta alla liquidazione della prestazione. Il patronato che assiste il ricorrente inviata a compilare e inviare il modello AP90. In generale serve per comunicare dati e informazioni necessari alla definizione o alla liquidazione di pratiche dopo il riconoscimento di un diritto o l’accoglimento di una richiesta. Viene spesso trasmesso tramite patronato o anche servizi telematici INPS.
Cos’è il modello TE08 dell’INPS
Dopo il riconoscimento della prestazione, l’INPS invia il cosiddetto modello TE08, cioè la comunicazione con cui informa il cittadino che la pratica è stata liquidata.
Nel documento vengono indicati:
- importo mensile;
- decorrenza della prestazione;
- arretrati maturati;
- modalità di pagamento.
Molti cittadini interpretano il TE08 come la conferma di un pagamento immediato. In realtà il documento certifica soprattutto che la pratica è stata lavorata amministrativamente.
Nel nostro caso, il modello TE08 riportava arretrati superiori a 16 mila euro e specificava che gli importi sarebbero stati pagati “unitamente alla prima rata di pensione o ad una successiva”.

Perché gli arretrati possono arrivare mesi dopo
Dopo il modello TE08 il pagamento non è immediato.
L’INPS deve completare ulteriori passaggi:
- controlli amministrativi;
- verifiche contabili;
- predisposizione dei mandati;
- trasmissione dei pagamenti a Poste Italiane o agli istituti bancari.
Per questo motivo può accadere che:
- la rata mensile ordinaria venga pagata subito;
- mentre gli arretrati arrivino soltanto successivamente con un accredito separato.

Nel caso esaminato da TuttoLavoro24, il beneficiario aveva iniziato a ricevere le rate ordinarie mensili, mentre il pagamento più consistente degli arretrati è arrivato soltanto in seguito.
Una situazione che genera spesso forte preoccupazione tra le famiglie che attendono somme maturate dopo anni di ricorsi e accertamenti sanitari.
***L’importo effettivamente accreditato è stato di 15.569,95 euro anziché 16.033,46 euro a causa del recupero di somme già erogate dall’INPS.
Quanto bisogna aspettare e come controllare i pagamenti
Non esiste una tempistica identica per tutti i casi.
In molte situazioni gli arretrati vengono accreditati:
- insieme alla prima mensilità;
- entro alcune settimane dalla liquidazione;
- oppure dopo diversi mesi, come nel nostro caso dopo 4 mesi (il modello TE08 recava data del 26/11/2025).
I tempi possono dipendere:
- dall’importo degli arretrati;
- dalla sede INPS competente;
- da verifiche amministrative;
- da eventuali trattenute o recuperi.
Chi è in attesa può monitorare la situazione direttamente attraverso il Fascicolo Previdenziale del cittadino sul sito dell’INPS, controllando le sezioni dedicate ai pagamenti e alle disposizioni di accredito.




