Assegno di Inclusione, Nuove Regole INPS: Niente Limite ISEE e Ricariche da 541 Euro

Adi

Per alcune categorie di cittadini l’Assegno di Inclusione cambia radicalmente. Con una nuova circolare INPS vengono infatti chiarite regole molto più favorevoli per chi possiede uno speciale permesso di soggiorno legato a situazioni di sfruttamento lavorativo, violenza o grave abuso. La novità più importante riguarda proprio l’ISEE: il sussidio può essere riconosciuto anche senza rispettare le soglie ordinarie previste per reddito e patrimonio.

La misura è stata spiegata dall’INPS nella circolare numero 58 del 20 maggio 2026, che recepisce le modifiche introdotte negli ultimi due anni dal Governo sul Testo unico dell’immigrazione.

Chi può avere l’Assegno di Inclusione senza ISEE

Le nuove regole riguardano gli stranieri titolari di permesso di soggiorno per “casi speciali”. Si tratta in particolare di persone vittime dei reati puniti dall’articolo 603-bis del codice penale, ossia:

  • sfruttamento lavorativo,
  • caporalato,
  • tratta,
  • violenza domestica,
  • situazioni di grave abuso.

Secondo quanto chiarito dall’INPS nella circolare n. 58, queste categorie possono accedere all’Assegno di Inclusione senza dover rispettare alcuni dei requisiti più rigidi normalmente richiesti agli altri cittadini.

Il cambiamento nasce dalle modifiche introdotte dal decreto legge n. 145 del 2024 e successivamente dal decreto legge n. 146 del 2025, che hanno ampliato le tutele per le vittime di sfruttamento e violenza.

Niente limiti ISEE, reddito e patrimonio

Il punto centrale della circolare riguarda proprio l’esenzione dai requisiti economici. Per questi beneficiari non conta il limite ISEE previsto per l’Assegno di Inclusione (10.140 euro) e non vengono applicate neppure le soglie su reddito familiare, patrimonio immobiliare e patrimonio mobiliare.

In pratica, chi rientra nelle categorie protette indicate dalla legge può ottenere l’AdI anche senza presentare una DSU valida ai fini ISEE. L’INPS chiarisce infatti che il beneficio viene calcolato senza sottrarre il reddito familiare normalmente considerato nelle domande ordinarie.

Non si applicano nemmeno alcuni requisiti legati alla residenza. Per esempio, non è necessario dimostrare i cinque anni di residenza continuativa in Italia richiesti invece agli altri richiedenti dell’Assegno di Inclusione.

Quali requisiti restano comunque obbligatori

L’esenzione dall’ISEE non significa però accesso automatico senza controlli. Restano validi diversi obblighi previsti dalla normativa sull’Assegno di Inclusione: l’INPS precisa infatti che continuano a valere le regole sui beni durevoli e alcuni indicatori del tenore di vita (di cui all’articolo 2, comma 2, lettera c), del decreto-legge n. 48/2023).

Inoltre, il beneficio può essere negato o revocato in presenza di condanne penali, misure cautelari o determinate situazioni considerate incompatibili con il sostegno economico.

Anche il soggiorno in Italia resta un elemento importante. La continuità della presenza sul territorio italiano si interrompe in caso di assenze troppo lunghe dall’Italia, salvo particolari motivi di salute documentati.

Infine, restano valide le seguenti regole:

  • non accede all’AdI il nucleo familiare in cui un componete risulta disoccupato a seguito di dimissioni volontarie, nei dodici mesi successivi alla data delle dimissioni (tranne i casi di risoluzione consensuale del contratto o dimissioni per giusta causa);
  • chi vive in strutture totalmente a carico pubblico non può beneficiare del sussidio.

Quanto dura l’Assegno di Inclusione in questi casi

La durata del beneficio dipende direttamente dal permesso di soggiorno per “casi speciali”. La suddetta circolare INPS chiarisce: “il lavoratore in favore del quale sia rilasciato il permesso di soggiorno per “casi speciali” ai sensi dell’articolo 18-ter del TUI può essere ammesso alle misure di assistenza previste dal medesimo articolo per una durata non superiore a quella del medesimo permesso di soggiorno”.

In molti casi questi permessi hanno validità annuale e possono essere rinnovati. Di conseguenza anche l’Assegno di Inclusione viene erogato entro i limiti temporali del permesso stesso.

Questo significa che se il permesso scade e non viene rinnovato, anche il diritto all’AdI può decadere. Al contrario, in presenza di rinnovo o richiesta ancora in lavorazione, il beneficio può continuare a essere riconosciuto fino alla decisione finale delle autorità competenti.

Quanto spetta senza limite ISEE e come viene calcolato l’importo

Uno degli aspetti che più stanno attirando l’attenzione riguarda il calcolo dell’Assegno di Inclusione per questi beneficiari. Come anticipato sopra, non applicandosi i requisiti economici ordinari, il reddito familiare non viene sottratto nel conteggio dell’importo. Questo cambia in modo significativo il meccanismo di calcolo rispetto all’AdI tradizionale.

Nella circolare, l’INPS fa anche un esempio pratico: la quota base può arrivare a circa 541 euro al mese per un singolo beneficiario, considerando la soglia annuale di 6.500 euro divisa nelle dodici mensilità previste dalla misura.

L’importo può poi aumentare se nel nucleo familiare sono presenti minori, persone con disabilità, anziani over 60 oppure soggetti in particolari condizioni di fragilità. In questi casi entra in gioco la scala di equivalenza prevista dall’Assegno di Inclusione, che consente di incrementare il beneficio economico.

Può aggiungersi infine anche la quota destinata all’affitto, se il nucleo vive in una casa in locazione e il contratto viene correttamente comunicato all’INPS.

Quando si rischia la revoca del beneficio

La circolare dedica spazio anche alle possibili sanzioni e ai casi di decadenza.

L’Assegno di Inclusione può essere revocato:

  • se vengono meno le condizioni che hanno portato al rilascio del permesso di soggiorno speciale;
  • in caso di comportamenti incompatibili con le finalità della misura;
  • in presenza di specifiche condanne penali;
  • se emergono situazioni che fanno venir meno i requisiti di protezione riconosciuti inizialmente.

Infine, aspetto da non sottovalutare, l’INPS sottolinea che i beneficiari devono continuare a rispettare gli obblighi previsti dai percorsi di inclusione sociale e lavorativa collegati alla misura.