Metalmeccanici, Scatta l’Allarme Caldo: dai Petrolchimici alle Fabbriche Cresce la Richiesta di Stop nelle Ore Più a Rischio

L’emergenza caldo sta diventando una delle principali preoccupazioni per migliaia di lavoratori metalmeccanici in tutta Italia. Dalla Sicilia al Trentino, passando per l’Abruzzo, le organizzazioni sindacali stanno lanciando segnali d’allarme sui rischi legati alle temperature elevate nei luoghi di lavoro, chiedendo misure più incisive per proteggere la salute degli addetti impegnati negli impianti industriali, nei cantieri e nei reparti produttivi. Al centro delle richieste ci sono la rimodulazione degli orari, l’interruzione delle attività nelle fasce più critiche e un maggiore ricorso agli strumenti di tutela previsti dalla normativa.

Da Siracusa a Trento cresce la preoccupazione per il caldo nelle fabbriche

A Siracusa, FIM Cisl, FIOM Cgil e UILM hanno chiesto che le misure previste dall’ordinanza regionale contro il caldo vengano estese anche ai lavoratori metalmeccanici impiegati negli appalti e nelle manutenzioni del polo petrolchimico.

La Regione Siciliana ha disposto la sospensione delle attività lavorative nelle ore più critiche (in totale sono 15 le regioni) nei giorni in cui viene rilevato un livello elevato di rischio per l’esposizione al calore. Un provvedimento accolto positivamente dai sindacati, che tuttavia chiedono una piena applicazione delle tutele anche per chi opera all’interno degli impianti industriali.

Nello stesso periodo, anche il Coordinamento Industria CISL del Trentino ha acceso i riflettori sulla situazione nelle aziende manifatturiere del territorio (non solo metalmeccaniche). Dopo il primo picco registrato a fine maggio, le alte temperature hanno caratterizzato l’intera settimana dal 15 al 21 giugno e le previsioni indicano un possibile ulteriore aumento tra il 24 e il 28 giugno.

Per il sindacato il problema riguarda ormai una parte significativa dell’industria italiana e richiede interventi immediati.

Nei reparti produttivi condizioni sempre più difficili

Le organizzazioni sindacali evidenziano come il settore metalmeccanico presenti condizioni che amplificano gli effetti del caldo.

Nel polo petrolchimico siracusano i lavoratori sono spesso esposti a superfici metalliche irradianti, impianti ad alta temperatura, dispositivi di protezione individuale pesanti e lavorazioni che richiedono un elevato sforzo fisico.

Situazioni simili emergono anche dal Trentino. Un sondaggio realizzato dalla CISL su 50 lavoratori ha evidenziato la presenza di sintomi riconducibili allo stress termico. Tra le criticità segnalate figurano reparti non climatizzati, scarsa ventilazione, coperture metalliche, processi produttivi che generano calore e ritmi di lavoro elevati.

Secondo il sindacato, questi fattori rendono il rischio concreto e impongono una revisione delle misure di prevenzione adottate nelle aziende.

I sindacati chiedono regole più chiare e stop nelle ore critiche

Sia in Sicilia sia in Trentino le organizzazioni sindacali chiedono procedure più rigorose per affrontare le ondate di calore.

A Siracusa FIM, FIOM e UILM hanno chiesto alle aziende committenti, alle imprese appaltatrici, all’Asp e all’Ispettorato del Lavoro di garantire la rimodulazione degli orari, l’aumento delle pause di recupero, la disponibilità di aree ombreggiate o climatizzate e la costante fornitura di acqua.

In Trentino, invece, la CISL evidenzia la necessità di definire in modo chiaro le cosiddette “stop policy”, cioè le condizioni che devono portare al rallentamento o alla sospensione delle attività quando le misure di prevenzione non sono più sufficienti a garantire la sicurezza dei lavoratori.

Secondo il Coordinamento Industria, le attuali linee guida provinciali del trentino rappresentano un passo avanti ma non forniscono indicazioni operative sufficientemente dettagliate per gli ambienti chiusi e per i reparti produttivi influenzati dalle temperature esterne.

Cassa integrazione e nuovi protocolli per tutelare i lavoratori

Un altro tema centrale riguarda il ricorso agli ammortizzatori sociali. Le organizzazioni sindacali ricordano che le imprese possono utilizzare la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria con causale legata agli eventi meteorologici estremi quando le temperature compromettono la sicurezza dei lavoratori.

FIM, FIOM e UILM hanno già chiesto a Confindustria Siracusa un confronto per aggiornare il Protocollo d’Intesa sulla salute e sicurezza del settore metalmeccanico sottoscritto nel 2023, adeguandolo alle nuove esigenze determinate dai cambiamenti climatici.

Anche la CISL del Trentino sollecita un intervento congiunto delle associazioni datoriali, delle istituzioni e dell’INPS per favorire l’utilizzo degli strumenti di tutela già previsti dalla normativa. Dal monitoraggio sindacale emerge inoltre una maggiore incidenza dei sintomi da stress termico tra le lavoratrici e tra i dipendenti che presentano particolari fattori di rischio, confermando la necessità di rafforzare la sorveglianza sanitaria e le misure di protezione per le categorie più vulnerabili.

Per i sindacati il principio deve essere chiaro: quando il caldo diventa un fattore di rischio, la tutela della salute deve avere la priorità rispetto alla continuità produttiva.