Molti beneficiari dell’Assegno di Inclusione controllano ogni mese il saldo della Carta di Inclusione e si pongono sempre la stessa domanda: cosa succede ai soldi che non vengono spesi entro la fine del mese?
C’è chi teme di perderli, chi pensa che vengano azzerati con la nuova ricarica e chi, per questo motivo, cerca di utilizzare tutto l’importo disponibile prima del successivo accredito. Una recente risposta pubblicata dall’INPS sui social, però, contribuisce a fare chiarezza su un aspetto che interessa migliaia di famiglie.
Il dubbio sul credito residuo della Carta di Inclusione
L’Assegno di Inclusione è il sussidio che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza e spetta alle famiglie con ISEE entro 10.140 euro in cui sono presenti membri disabili, minorenni, over 60 o svantaggiati. INPS lo accredita mensilmente sulla Carta di Inclusione, lo strumento utilizzato dai beneficiari per effettuare acquisti e pagamenti consentiti dalla normativa.
Proprio perché la ricarica arriva mensilmente, molti si chiedono se l’eventuale somma rimasta sulla carta alla fine del mese venga conservata oppure cancellata con il nuovo accredito.
Si tratta di uno dei quesiti più frequenti tra i percettori della misura. Soprattutto tra coloro che in alcuni mesi utilizzano solo una parte dell’importo ricevuto.
Assegno di Inclusione, INPS conferma: il credito residuo è cumulabile
A fare chiarezza è stata direttamente l’INPS attraverso una risposta pubblicata sui propri canali social:

L’Istituto ha dunque precisato che il credito residuo presente sulla Carta di Inclusione è cumulabile. Questo significa che le somme non utilizzate in un determinato mese si aggiungono alla ricarica del mese successivo, aumentando il saldo disponibile sulla carta.
La precisazione è particolarmente importante perché smentisce una convinzione diffusa secondo cui le somme non spese verrebbero automaticamente perse alla fine del mese.
Cosa significa in pratica per i beneficiari
La possibilità di accumulare il credito residuo offre una maggiore flessibilità nella gestione delle spese familiari. Le spese sostenute da una famiglia, infatti, non sono uguali tutti i mesi. In estate, per esempio, quando finiscono le scuole l’eventuale abbonamento ai mezzi pubblici potrebbe non essere rinnovato. Oppure, una bolletta meno cara del previsto potrebbe far risparmiare dei soldi inattesi.
Chi non utilizza l’intero importo mensile può quindi ritrovare il saldo residuo insieme alla nuova ricarica del mese successivo, disponendo di una somma complessiva più elevata. Questo può risultare utile, ad esempio, quando si devono affrontare spese più consistenti in determinati periodi dell’anno. Infatti, fare affidamento anche sui risparmi conservati sulla Carta di Inclusione, può dare più sicurezza.
Attenzione alle regole sull’utilizzo della carta
La cumulabilità del credito residuo non modifica però le regole che disciplinano l’utilizzo della Carta di Inclusione. Le somme accreditate continuano infatti a dover essere utilizzate nel rispetto delle disposizioni previste per l’Assegno di Inclusione e per le categorie di spesa ammesse.
Non cambiano nemmeno le regole per il prelievo di contante: non si possono ritirare più di 100 euro al mese (incrementati in base alla cd. “scala di equivalenza” prevista dal Decreto).
Per questo motivo è sempre consigliabile monitorare periodicamente il saldo disponibile e consultare le comunicazioni ufficiali dell’INPS per eventuali aggiornamenti sulle modalità di utilizzo della carta.




