I metalmeccanici riceveranno nella busta paga di giugno 2026 l’aumento dei minimi contrattuali previsto dal rinnovo del CCNL Federmeccanica-Assistal e di quello Unionmeccanica-Confapi. Tuttavia, per migliaia di lavoratori il rischio è che l’incremento venga completamente assorbito dal superminimo, con il risultato di non vedere alcun aumento netto in busta paga. È proprio questo il tema che sta alimentando il confronto tra sindacati e imprese in queste settimane.
Aumenti di giugno 2026, ma il superminimo può annullarli
Dopo la comunicazione dell’Istat, che ha fissato all’1,9% il valore dell’IPCA depurato dai costi energetici importati consuntivata per il 2025 e l’incontro tra le parti datoriali e Fim-Fiom-Uilm, scattano dal 1° giugno gli aumenti dei minimi tabellari dei contratti metalmeccanici. I valori presi a riferimento però saranno quelli del rinnovo del CCNL sottoscritto il 22 novembre 2025, più alti di quelli offerti dall’IPCA NEI. L’incremento per il livello C3 è di 53,17 euro mensili per i lavoratori dell’industria.
Parliamo invece di 50 euro per quelli delle aziende aderenti a Confapi (riferimento è il 5° livello), rafforzato dall’accordo di rinnovo del 4 giugno 2026 e dall’intesa raggiunta il 17 giugno scorso tra Unionmeccanica-Confapi e Fim Fiom Uilm.
Il rischio dell’assorbimento del superminimo
Il vero nodo però riguarda infatti il cosiddetto superminimo assorbibile.
I contratti nazionali prevedono infatti che gli aumenti dei minimi tabellari possano assorbire gli aumenti individuali concessi dopo il 1° gennaio 2017, salvo che siano stati espressamente riconosciuti come non assorbibili. La stessa regola può valere anche per alcuni incrementi economici collettivi concordati in azienda, con esclusione delle somme collegate alla prestazione lavorativa, come indennità, maggiorazioni per turni, straordinari, lavoro notturno o festivo.
In pratica, chi percepisce un superminimo assorbibile potrebbe ritrovarsi con un aumento teorico dei minimi contrattuali che viene completamente compensato dalla riduzione del superminimo, senza alcun beneficio economico aggiuntivo.
Nel 2025 circa il 40% dei lavoratori non ha visto aumenti reali
Il precedente non è incoraggiante. Secondo quanto rilevato dagli stessi sindacati, nel 2025 circa il 40% dei metalmeccanici non ha beneficiato concretamente degli aumenti contrattuali proprio a causa dell’assorbimento dei superminimi o di accordi aziendali che hanno consentito di compensare gli incrementi previsti dal CCNL.
Per questo motivo il tema è tornato centrale nei confronti tra aziende e sindacati in queste settimane. Fim, Fiom e Uilm puntano infatti ad eliminare la clausola che consente questi assorbimenti attraverso specifiche intese locali, visto che col rinnovo del CCNL la clausola è stata confermata.
Cosa controllare nella busta paga di giugno
Per i lavoratori sarà quindi importante verificare con attenzione la busta paga di giugno.
Chi percepisce un superminimo dovrebbe controllare se l’importo è rimasto invariato oppure se è stato ridotto in misura corrispondente all’aumento dei minimi contrattuali. Solo in quest’ultimo caso l’incremento previsto dal CCNL sarebbe stato di fatto assorbito, lasciando invariata la retribuzione complessiva.
Nelle prossime settimane sarà quindi fondamentale capire come si comporteranno le aziende nell’applicazione degli aumenti e se il tema dell’assorbimento continuerà ad alimentare il confronto tra imprese e organizzazioni sindacali durante la difficile trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici.



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