Nel 2026 alcuni pensionati potranno arrivare a percepire fino a circa 768 euro al mese grazie all’incremento al milione. Si tratta di una misura che interessa le persone con trattamenti pensionistici particolarmente bassi e con redditi contenuti.
L’aumento non riguarda tutti i pensionati e non rappresenta una nuova prestazione economica. È invece una maggiorazione che si aggiunge alle pensioni e agli assegni assistenziali già in pagamento, con l’obiettivo di garantire un sostegno più elevato a chi si trova in condizioni economiche difficili.
Come funziona l’incremento al milione
L’incremento al milione è stato introdotto per assicurare un reddito minimo ai pensionati con assegni di importo molto basso. Nel corso degli anni la soglia è stata rivalutata più volte e continua ad essere aggiornata in base agli adeguamenti previsti dalla normativa.
Con le novità introdotte per il 2026, la maggiorazione sociale aumenta di 20 euro al mese. Questo consente ai beneficiari che rispettano tutti i requisiti di arrivare a un trattamento complessivo di circa 768 euro mensili per tredici mensilità.
Si tratta quindi di una somma che deriva dall’unione della pensione o dell’assegno già percepito con la maggiorazione riconosciuta dall’INPS a partire dal mese di marzo. Ma l’applicazione dell’ente non è stata uniforme, né continua ad esserlo. Vi sono ancora molti pensionati che attendono.
Chi può ricevere l’aumento
Per ottenere l’incremento al milione è necessario rispettare specifici requisiti anagrafici e reddituali.
In linea generale il beneficio spetta ai pensionati che hanno compiuto 70 anni. L’età richiesta può tuttavia ridursi in presenza di determinati requisiti contributivi maturati nel corso della carriera lavorativa.
La misura può interessare anche alcune categorie che percepiscono prestazioni assistenziali, come gli invalidi civili totali, i ciechi civili assoluti e i sordi, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Accanto al requisito anagrafico, resta fondamentale il rispetto delle soglie di reddito stabilite ogni anno.
I limiti di reddito previsti per il 2026
Per accedere all’incremento al milione occorre rientrare entro precisi limiti reddituali.
Per il 2026 il reddito personale non deve superare circa 9.728 euro annui. Nel caso dei pensionati coniugati viene inoltre valutato il reddito complessivo della coppia, che non deve oltrepassare circa 16.829 euro annui.
Nel calcolo vengono presi in considerazione quasi tutti i redditi posseduti dal beneficiario e dal coniuge. Restano invece escluse alcune prestazioni assistenziali specifiche, come l’indennità di accompagnamento.
Per chi già percepisce il beneficio e continua a rispettare i requisiti previsti, l’adeguamento viene generalmente riconosciuto in modo automatico dall’INPS.
Perché si parla di assegno da 768 euro
Quando si parla di assegno da 768 euro è importante precisare che non si tratta dell’importo dell’assegno sociale ordinario.
L’assegno sociale continua infatti ad avere un valore inferiore. La cifra di circa 768 euro rappresenta invece il livello massimo che alcuni beneficiari possono raggiungere grazie all’incremento al milione e alla maggiorazione sociale prevista dalla legge.
In pratica, un pensionato con un trattamento basso e con redditi contenuti può ricevere un’integrazione economica che porta l’importo complessivo percepito ogni mese fino a questa soglia.
Per molti anziani con pensioni minime o prestazioni assistenziali, l’aumento previsto nel 2026 rappresenta quindi un sostegno economico aggiuntivo che contribuisce a rafforzare il potere d’acquisto in una fase caratterizzata dall’aumento del costo della vita.




