Con l’arrivo di luglio entra nella fase più intensa la campagna dichiarativa 2026. Per molti contribuenti che hanno trasmesso il modello 730 nelle prime settimane disponibili è infatti il momento di ricevere il rimborso Irpef direttamente in busta paga, mentre per i pensionati bisognerà attendere il mese di agosto.
I tempi di pagamento, tuttavia, non sono identici per tutti. L’accredito dipende dalla data di presentazione della dichiarazione e dalle verifiche effettuate dall’Agenzia delle Entrate. Per questo motivo alcuni contribuenti potrebbero ricevere il rimborso più tardi rispetto ad altri.
Da luglio i rimborsi per i lavoratori dipendenti
I lavoratori dipendenti che hanno inviato il modello 730/2026 nella prima finestra utile e hanno indicato il proprio datore di lavoro come sostituto d’imposta possono vedere il rimborso già nella busta paga di luglio. Il termine massimo è il 15-20 luglio circa.
L’importo riconosciuto corrisponde alle imposte versate in eccesso nel corso dell’anno precedente e viene erogato direttamente dal datore di lavoro, che recupererà successivamente le somme attraverso il meccanismo dei conguagli fiscali.
Chi presenterò la dichiarazione più avanti nel corso dell’estate potrebbe invece ricevere il rimborso nei mesi successivi.
Pensionati, pagamenti da agosto
Per i pensionati il calendario segue una tempistica diversa. I primi accrediti sono previsti a partire dalla rata di pensione di agosto, purché la dichiarazione sia stata trasmessa nei tempi utili. La conferma è arrivata da INPS nell’ultimo comunicato sui cedolini pensionistici.
Anche in questo caso la data effettiva può variare. L’INPS, infatti, effettua i conguagli solo dopo aver ricevuto i dati necessari dall’Agenzia delle Entrate.
Quando il rimborso può arrivare in ritardo
Esistono diverse situazioni che possono determinare uno slittamento dei tempi di pagamento. Ad esempio, se il modello 730 viene inviato nelle ultime finestre della campagna dichiarativa, il rimborso sarà inevitabilmente posticipato.
Ulteriori ritardi possono verificarsi quando l’Agenzia delle Entrate avvia controlli preventivi sulla dichiarazione oppure quando emergono anomalie che richiedono verifiche aggiuntive prima dell’autorizzazione al pagamento. Ad esempio per gli importi a rimborso superiori a 4000 euro.
Per questo motivo, anche se luglio e agosto rappresentano i mesi di avvio degli accrediti, non tutti i contribuenti riceveranno il rimborso nello stesso momento. La data effettiva dipenderà dalla situazione del singolo contribuente e dall’esito delle procedure di controllo previste dalla normativa fiscale.




